Il tornado in Oklahoma

Redazione


Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dichiarato lo stato di calamità per l'Oklahoma sbloccando così gli aiuti federali per le zone colpite dai tornado. L'allarme del National Weather Service Storm Prediction Center è scattato ieri circa 20 minuti prima che il tornado toccasse terra, alle 15.01 ora locale. A quell’ora un tornado da un diametro di 3,2 chilometri con venti oltre i 300 chilometri orari si è abbattuto per oltre 40 minuti su Moore, un sobborgo alla periferia di Oklahoma City provocando 24 morti.

    Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dichiarato lo stato di calamità per l'Oklahoma sbloccando così gli aiuti federali per le zone colpite dai tornado. L'allarme del National Weather Service Storm Prediction Center è scattato ieri circa 20 minuti prima che il tornado toccasse terra, alle 15.01 ora locale.

    A quell’ora un tornado da un diametro di 3,2 chilometri con venti oltre i 300 chilometri orari si è abbattuto per oltre 40 minuti su Moore, un sobborgo alla periferia di Oklahoma City. "Abbiamo buone notizie, le vittime accertate ora sono 24". Così Amy Elliot, capo dell'ufficio dei medici legali dell'Oklahoma, ha reso noto il primo bilancio delle vittime, in cui si parlava di almeno 51 morti accertati, era sbagliato. "C'era molto caos", ha detto la Elliot, scusandosi per l'errore commesso. Il New York Times questa mattina aveva parlato di un bilancio ancora più pesante, parlando di 91 morti. 

    Ben due scuole elementari sono state distrutte dalla potenza del tornado, la Plaza Tower e la Briarwood Elementare, e al momento sono ancora numerosi i bambini dispersi mentre testimoni raccontato di palazzi crollati o andati in fiamme. Evacuati gli ospedali, macchine e distruzione è ciò che il tornado si è lasciato alle spalle. Gli esperti concordano nel ritenere quello di ieri notte “uno dei peggiori tornado della storia”. L’allerta tuttavia non è ancora passata perché c’è il rischio, secondo il National Wheater Service, che altri tornado possano formarsi nella giornata di oggi.