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Lido Raimondo

Le giornate in Laguna sono scandite da interminabili bevute di Campari

Saverio Raimondo

È fra i main sponsor della Mostra e la loro lounge è il vero e proprio cuore pulsante di queste giornate al Lido. Dopo il sesto drink a stomaco vuoto vedi tutti i film lì contemporaneamente, ti scorrono davanti agli occhi un attimo prima di svenire

Tirare a Campari: qui alla Mostra del Cinema di Venezia non è solo un calembour da maglietta simpatica, è la quotidianità. L’altro giorno, in contemporanea con la cerimonia ufficiale al Palazzo del Cinema, sulla Terrazza Biennale di fronte al Palazzo del Casinò si è tenuta un’altra apertura: quella della Campari Lounge, vero e proprio cuore pulsante di queste giornate al Lido. Campari è main sponsor della Mostra – assieme a Mastercard, Cartier e Armani: altro che “La mia Liguria”, questi la Liguria se la comprano – e ogni anno il celebre marchio offre drink vista red carpet per tutto il giorno ad accreditati, talent, influencer o ospiti di varia natura. Detto in parole povere: qui la gente viene a bere a ogni ora, ma badate bene, solo a bere: da mangiare c’è soltanto finger food. Molto finger e poco food. Olive, mandorle e chips di polenta misto parmigiano o qualcosa del genere – io le ho denominate “snack alla pellagra”.

Frequentare assiduamente la Campari Lounge fa sì che tu non debba nemmeno andare in sala per vedere i film: dopo il sesto drink a stomaco vuoto li vedi tutti lì contemporaneamente, ti scorrono davanti agli occhi un attimo prima che tu svenga per coma etilico. Ma più che all’esperienza cinematografica o cinefila, Campari si sposa con il lato glam della Mostra: del resto, un bitter che ha come claim “Red passion” non poteva non legarsi al tappeto rosso, del quale la Campari Lounge è un po’ “lo spogliatoio”, “la panchina”, o se preferite la “green room” – come dicono quelli bravi dello show biz. Qui, oltre a tenersi alcuni press junket e after party, vengono a scaldarsi alcuni vip e personalità prima di sfilare sul red carpet che si trova proprio di fronte, attraversata la strada. L’altra sera per esempio, per l’apertura – sia del tappeto rosso che della Lounge – c’erano Margherita Vicario (cantante, attrice e regista, nonché ambassador di Campari qui alla Mostra) e la cantante Rose Villain, con una cresta in testa che ha fatto preoccupare molti sulle condizioni di salute del suo hair stylist – tanto che lungo il red carpet nessuno le ha gridato “si na pret”. (Curiosità: il padre di Rose Villain è il fondatore del marchio Tucano, che ha realizzato le borse/shopper che danno in dotazione qui alla Mostra: rosse salvagente, sono perfette per farsi individuare dai soccorsi se caschi in laguna).

Ma veniamo alla drink list della Campari Lounge: si va dai classici Americano e Negroni a un ottimo Campari shakerato; la cosa meno alcolica che hanno è lo champagne. Ma la vera chicca è in fondo al menù: si chiama Red Carpet, ed è un signature cocktail realizzato da Camparino (il celebre bar milanese di Campari) appositamente per la Mostra. Servito in coppa a stelo lungo, il drink consiste in Campari – vabbè – Rum jamaicano invecchiato 12 anni, sciroppo di lampone e menta, succo di lime e rosè, il tutto presentato con una bolla di fumo sopra al drink, che appena accosti le labbra ti scoppia in faccia e ti viene la cresta di Rose Villain – no, scherzo: senti un ottimo profumo, vagamente affumicato. E poi il resto del cocktail te lo bevi a sorsi, assaporandone la dolcezza mai dolciastra. Promosso! L’altra sera, assaggia uno prova quest’altro, ho bevuto tre drink di fila; del resto sono tutti leggeri e poi qui a Venezia non si guida, la Serenissima è il refugium peccatorum di noi bevitori terrorizzati dal nuovo codice della strada. La cosa divertente è che sul bancone del Campari Lounge c’è la “Tabella per la stima delle quantità di bevande alcoliche che determinano il superamento del tasso alcolemico legale per la guida in stato di ebbrezza”, che messo lì è una pura istallazione, altro che cinema, questa è Biennale Arte! E giù con un altro drink. 

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