L’Italia candida agli Oscar “E’ stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino

Il regista cerca il bis dopo la statuetta ottenuta con la Grande bellezza. E porta all'Academy la sua autobiografia: un ritratto dell'artista da giovane con la Napoli entusiasmata dalle gesta del Pibe de oro sullo sfondo
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26 OCT 21
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L’ambizione è quella di non limitarsi soltanto a fare bella figura, ma cautela e scaramanzia restano d’obbligo. Sarà “E’ stata la mano di Dio”, diretto da Paolo Sorrentino, il film chiamato a rappresentare l’Italia agli Oscar nella categoria di miglior film straniero. A far cadere la scelta sull’ultima opera del regista napoletano è stata la commissione di selezione istituita presso l’Anica, selezionando tra diciotto lungometraggi distribuiti (o in procinto di esserlo) nel nostro paese tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021.
La cerimonia di premiazione dell'Academy è prevista per il 27 marzo a Los Angeles, mentre il film arriverà in alcune sale dal 24 novembre e su Netflix dal prossimo 15 dicembre.
Ambientato all’inizio degli anni Ottanta, l'opera mette su pellicola l'autobiografia privata del giovane Sorrentino e racconta la storia di Fabietto Schisa, un ragazzo che muove i primi passi nel mondo degli adulti accompagnato da un’intensa passione per il cinema e sperimenta la sfortuna di perdere entrambi i genitori in un’incidente domestico. Sullo sfondo c’è Napoli, reduce dalle violente guerre di camorra di fine anni Settanta, una città che vuole rinascere e finisce per trovare il proprio riscatto nei due scudetti conquistati grazie alla presenza in maglia azzurra di un campione del calibro di Diego Armando Maradona. Tra i protagonisti c’è l'attore-feticcio di Sorrentino, l’onnipresente Toni Servillo, ma anche altri volti noti al grande pubblico come Luisa Ranieri e Enzo Decaro, oltre a belle promesse del nostro cinema come Filippo Scotti (premio Marcello Mastroianni a Venezia) nei panni del protagonista.
Presentato in concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, dove ha ricevuto il premio della giuria, "E' stata la mano di Dio" è stato recensito anche su queste pagine da Mariarosa Mancuso, autrice anche di un lungo ritratto del regista.
Il Foglio ha anche intervistato Sorrentino a proposito del film in concorso. "E' un romanzo di formazione allegro e doloroso, un film costruito su di me, che parla della mia storia intima e personale con l’intento di far capire ai miei figli perché sono sempre così schivo e silenzioso", ha detto intervistato da Giuseppe Fantasia.