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Un film come “Psycho” non si potrebbe più fare, oggi

Il territorio vietato, anche linguisticamente, si restringe ogni giorno

Mariarosa mancuso

Hitchcock guardava lontano. Mai gli sarebbe venuto in mente però che un giorno il godimento massimo sarebbe stato rovinare il divertimento agli altri. Il segreto che voleva conservare ora durerebbe pochissimo

    È il prototipo del film che non si farà mai più. Succede spesso, per svariati motivi. Il territorio vietato, anche linguisticamente, si restringe ogni giorno. Carol Midgley racconta sul Times un commentatore sportivo sospeso dalla Bbc per avere detto che la baruffa tra due giocatori “era finita a borsettate” e che un altro si comportava da “drama queen”. Dicesi “drama queen” chi fa scene esagerate e gesticola, come le primedonne di una volta (sempre che primedonne si possa dire per i maschi, non hanno la parola ma sanno benissimo come si fa).
       

    Un film come “Psycho” davvero non si potrebbe più fare, oggi. Il segreto che Alfred Hitchcock voleva conservare – minacciando gli spettatori e, dice la leggenda, facendo sparire tutte le copie in circolazione del romanzo di Robert Bloch in circolazione a Los Angeles e dintorni – durerebbe pochissimo. Un account fasullo, un tweet di poche parole, addio sorpresa. Gli spettatori avrebbero saputo già tutto prima di (non) entrare in sala.
       

    Hitchcock guardava lontano. Pensava che prima o poi qualche elettrodo appiccicato alle tempie, solleticando i punti giusti, avrebbe reso superflua la fatica di girare film spaventosi. Conservando però la paura, mai gli sarebbe venuto in mente che il godimento massimo sarebbe stato rovinare il divertimento agli altri. Tra molti titoli strepitosi (il più adatto ai nostri tempi casalinghi e voyeur sarebbe certamente “La finestra sul cortile”) inaugurò gli anni 60 con “Psycho”. E “insegnò all’America ad amare l’omicidio”, come dice il titolo del volumetto di David Thomson appena uscito da minimum fax.
        

    Fa impressione il contesto, così ricostruito. “Nel 1958, per la prima volta dall’inizio degli anni 40, gli incassi del cinema americano scesero sotto il miliardo di dollari annui. L’affluenza media settimanale crollò a 35 milioni di spettatori, nel 1946 era di 86 milioni”. Era arrivata la televisione: negli anni 50 il numero di famiglie che possedeva un apparecchio era passato da 4 a 48 milioni. Ricorda qualcosa? Sembrano gli stessi discorsi che si fanno oggi a proposito delle piattaforme streaming.
         

    Alfred Hitchcock sposò immediatamente il nuovo mezzo, con la serie “Alfred Hitchcock presenta”: insuperabile per l’ironia delle presentazioni e la bellezza delle storie (un meraviglioso spreco di sceneggiature, per una tv che si consumava all’istante senza ricuperi on demand). Tornò al cinema deciso a fare qualcosa di nuovo. Sesso clandestino e meridiano (sia pure con il reggiseno addosso). La sacra istituzione del motel infangata per sempre. Uno sciacquone in primo piano. Una fanciulla nuda. Un coltello impazzito (per finta, la lama non tocca la carne, il sangue nella doccia è in bianco e nero che spaventa di meno). Bisognerà farsi venire un’idea, quando il cinema ripartirà. Non è la prima crisi, non sarà l’ultima.