Lo straordinario monaco norvegese chiamato dal Papa a predicare ai cardinali
Leone XIV ha affidato a mons. Erik Varden, prelato di Trondheim, gli esercizi spirituali di quaresima alla Curia romana. È una scelta personale del Pontefice, che conferma quanta importanza dia alla cura spirituale dei membri della Chiesa. Ed è spesso un attestato di stima alla persona
Non è una nomina di quelle “pesanti”, un prefetto di curia o un arcivescovo destinato a una sede che un tempo si diceva “cardinalizia”, però la scelta fatta ieri da Leone XIV è di assoluto rilievo. Il Papa ha infatti chiamato a predicare gli esercizi spirituali di quaresima alla Curia romana mons. Erik Varden, prelato di Trondheim e presidente della Conferenza episcopale scandinava. Cinquantun’anni, è uomo dalla spiccata spiritualità che più volte ha declinato nei suoi libri, dove ha raccontato anche la sua storia particolare. E’ stato abate trappista di Mount Saint Bernard, in Inghilterra. Ha insegnato teologia a Cambridge. Di famiglia formalmente luterana ma nella pratica agnostica, si è convertito a quindici anni dopo aver ascoltato la Sinfonia n. 2 (“Risurrezione”) di Gustav Mahler. Nel 1993 è diventato cattolico e nel 2002 è entrato nell’ordine dei Cistercensi di stretta osservanza. Ordinato sacerdote nel 2011, otto anni più tardi è stato consacrato vescovo. Apprezzato conferenziere e abilissimo comunicatore, il suo ultimo libro è Castità, dove affronta un tema non certo di gran moda. Gli esercizi prenderanno il via domenica 22 febbraio nella Cappella Paolina, con la prima meditazione intitolata “Entrare in Quaresima”. Il giorno dopo, “San Bernardo idealista” al mattino e “L’aiuto di Dio” al pomeriggio”. Martedì, prima “Diventare liberi” e poi “Lo splendore della verità”. Mercoledì, mons. Varden mediterà su “Mille cadranno” e “Io glorificherò”. Argomenti scelti per giovedì sono “Gli angeli di Dio” e “San Bernardo realista”. Per l’ultimo giorno, venerdì, “Sulla considerazione” e “Comunicare speranza”. Ogni giorno ci saranno i Vespri e l’Adorazione eucaristica. Come si vede, sono tutte tematiche tradizionali, come sempre fa il vescovo norvegese, abile poi a calarle nella contemporaneità senza alcuna fuga in avanti.
Alla vigilia del Natale 2024 concesse una lunga intervista al Foglio in cui, commentando la sete di spiritualità percepibile tra le nuove generazioni, disse di “sorridere un po’ di fronte alle diagnosi, siano laiche o ecclesiastiche, in cui anziani commentatori propongono tesi sui ‘giovani’ come se questi ultimi fossero una specie tenuta in vita artificiosamente in un frigorifero di laboratorio, confinata nei presupposti e nell’habitat culturale dei decenni passati. Come può la Chiesa impegnarsi con i giovani di oggi? Prendendoli sul serio. Non parlando loro con sufficienza. Osando presentare ideali alti e belli. Rispettando il loro desiderio di abbracciare la pienezza della tradizione. Non dando loro sassi, o dolcetti, come pane”. Si disse sicuro, poi, che “la secolarizzazione ha fatto il suo corso. E’ esaurita, priva di finalità positiva. L’essere umano, nel frattempo, rimane vivo con aspirazioni profonde. Si consideri il fatto che Marilynne Robinson e Jon Fosse sono letti in tutto il mondo; che la gente accorre al cinema per vedere i film di Terence Malick; che migliaia di persone cercano un’istruzione nella fede. Questi sono segni dei tempi. Dovrebbero riempirci di coraggio. Dovrebbero renderci determinati a non mettere la nostra lampada sotto il moggio. La Chiesa possiede le parole e i segni con cui trasmettere l’eterno come realtà”. Leone XIV aveva già dimostrato considerazione nei confronti di mons. Varden, avendolo nominato membro del dicastero per il Clero nei mesi scorsi. Ora il compito di predicare davanti ai cardinali e ai capi dicastero di curia. E’ una scelta personale del Pontefice, che conferma quanta importanza dia alla cura spirituale dei membri della Chiesa. Ed è rilevante anche perché l’incarico di predicatore “quaresimale” è spesso un attestato di stima alla persona: per dire, nel 2007 – dopo il cardinale Marco Cé, patriarca di Venezia – Benedetto XVI chiamò il cardinale Giacomo Biffi.