"L'aborto è un crimine come la mafia". Non è don Francesco ma Papa Francesco

"Shock" per le parole del parroco bolognese che ha accostato Totò Riina a Emma Bonino. Ma anche il Papa ha detto più o meno le stesse cose a febbraio dello scorso anno 

20 Novembre 2017 alle 13:40

"L'aborto è un crimine come la mafia". Non è don Francesco ma Papa Francesco

LaPresse / Roberto Monaldo

Roma. La tempistica scelta da don Francesco Pieri, il parroco (e teologo) bolognese che sui social ha domandato se abbia “più morti innocenti sulla coscienza Totò Riina o Emma Bonino”, non è forse opportuna, ma le reazioni ancora meno. Il parroco è stato subito subissato di accuse e a un commento su Facebook in cui un utente scrive “sicuramente la Bonino”, don Pieri ha risposto questo “non rende certo migliore Riina, ma dice qualcosa sulle nostre ipocrisie diffuse”. Sui giornali, online e cartacei, è stato un diluvio di “shock”, di proteste per le parole del sacerdote, reo di aver accostato la militante radicale a un ergastolano condannato al 41 bis.

    

  

Non era stato rilevato però l'analogo “shock” quando a dire più o meno le stesse cose fu Papa Francesco, nel corso della conferenza stampa pronunciata il 18 febbraio del 2016 su volo di ritorno dal Messico. All'epoca, la conferenza stampa del Papa passò alla storia solo per la frase su Trump – “una persona che pensa soltanto a fare muri, sia dove sia, e non a fare ponti, non è cristiana” – mentre nulla si disse su quanto Francesco sottolineò a proposito dell'aborto. “L’aborto non è un 'male minore'. E’ un crimine. E’ fare fuori uno per salvare un altro. E’ quello che fa la mafia. E’ un crimine, è un male assoluto”.

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Commenti all'articolo

  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    23 Gennaio 2018 - 22:10

    Una volta il concepimento succedeva quando un uomo e una donna.. lo facevano, lasciandosi andare.... Infatti poi il problema lo decidevano insieme, ovviamente, fifty fifty. Si vede che oggi, invece, concepisce da sola, tant'è che il concepito è solo suo perciò decide tutto e solo lei. Oggi, l'uomo fotte e se ne fotte. Il progresso? Forse ho perso qualche passaggio. O è la nuova de-generazione... Mah.

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  • Dario

    Dario

    20 Novembre 2017 - 15:03

    Proprio questo accostamento francamente improponibile diventa un assist a favore degli abortisti: proprio perché i personaggi sono distanti anni luce dal punto di vista del profilo morale se ne può dedurre che aborto e omicidio non possono minimamente essere messi sullo stesso piano (la Bonino in prima fila per il problema della fame nel mondo, per i profughi, contro le violenze di qualunque genere, ecc.). Non dico che chi sostiene che l'aborto sia un omicidio abbia torto. Dico che l'argomento del parroco può instillare un dubbio legittimo non negli abortisti, ma negli antiabortisti.

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  • branzanti

    20 Novembre 2017 - 14:02

    Salvare la vita, la salute e la libertà di una donna è un crimine!!!! Questi sono i momenti in cui sono ancora più felice di essere ateo.

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    • isa_ciao

      20 Novembre 2017 - 23:11

      Conosci Gianna Jessen? Nata per aborto salino, ora è una donna, dove erano i suoi diritti, la sua libertà quando sua madre ha deciso di abortire? Eppure lei ora vive e quando racconta la sua testimonianza dice "i should be dead", dovrei essere morta, la sua salute dove era quando qualcuno ha deciso di ucciderla? Non bisogna essere necessariamente credenti per capire che l'omicidio è male e se ciò che stiamo uccidendo non può difendersi è ancora peggio (oggi 20/11/17, giornata mondiale dei diritti dei bambini, pensiamo alle mamme, ma ai bambini chi ci pensa? Se non possono dire la loro non significa che hanno meno diritto di esistere!)

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      • branzanti

        21 Novembre 2017 - 18:06

        Credo che voi credenti abbiate una visione molto distorta del nostro modo di pensare e delle idee che ci contraddistinguono. Io per esempio imputo alla religione l'avere impedito di valorizzare la sfera spirituale che ammanta ognuno di noi (il non viver come bruti di un tale che venne a morire dalle mie parti), imputandola ad una entità esterna. E certo che l'omicidio è eseguibile, perché distrugge l'unicità della vita, come esecrabile è lo stupro che colpisce la dignità e la libertà della donna. Quella libertà che, da uomo, intendo difendere in tutte le sue forme, ivi compresa (ma attenzione non ho alcuna intenzione di paragonare la contrarietà all'aborto con lo stupro, la prima nasce talvolta buone, anche se non condivisibili intenzioni, il secondo è sempre malvagio) la possibilità di interrompere la gravidanza, di cui è unica depositaria. Grazie per avere voluto commentare con garbo le mie modeste riflessioni.

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        • isa_ciao

          22 Novembre 2017 - 00:12

          E se posso chiederle, visto che apprezzo il confronto civile, la libertà del bambino abortito in quel momento dove sta? Forse perché più piccolo deve avere libertà minore? A me sembra invece che più una persona è debole e incapace di difendersi e più il crimine commesso è peggiore! In quel momento credo che la scelta non riguardi solo te donna ma anche chi sta nel tuo grembo e credo che questo tema vada oltre ogni credo (ho amici non credenti che condividono al 100% la mia idea)

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        • branzanti

          22 Novembre 2017 - 12:12

          Le rispondo con piacere dicendole che, da padre, la salute dei bambini mi coinvolge particolarmente e che qualsiasi atto contro di loro, a cominciare dalla pedofilia, mi indigna oltre ogni limite. Alla sua domanda rispondo semplicemente chiedendole se la sua convinzione resta ferma davanti al pericolo di vita per la madre, ad una gravidanza derivante da violenza, a gravi malformazioni che impediscano il dispiegarsi di una vita dignitosa. Sarò lieto di conoscere la sua risposta e la ringrazio per la conversazione.

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        • isa_ciao

          26 Novembre 2017 - 09:09

          Sono temi complicati e parlarne per scritto è difficile, provo ad arrivare al punto.. resto dell'idea (da donna) che riflettendoci a freddo mai me la sentirei di uccidere un bambino che io ho generato.. poi ovviamente quelle da lei descritte sono situazioni emotivamente cariche e credo che nessuno di noi possa capire come si sente una donna in quel momento quando ci si ritrova.. spero di non esserci mai ma se dovesse capitarmi la mia freddezza potrebbe svanire (spero di no..). Posso solo però dirle con certezza che tra i miliardi di bambini abortiti solo una piccola parte appartengono a questa categoria, gli altri sono per "non ho tempo ora", "sono troppo giovane", "non siamo ancora pronti", e a questo punto credo che il controllo del proprio corpo prima sarebbe una buona alternativa all'aborto dopo..

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    • marco.ullasci@gmail.com

      marco.ullasci

      20 Novembre 2017 - 15:03

      Quindi se ammazzassero lei per salvare la vita, la salute e la liberta' di una donna non sarebbe un crimine, giusto?

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      • branzanti

        20 Novembre 2017 - 20:08

        No sbagliato io sono un essere umano, non un grumo di cellule. Mi perdoni ma il paragone (non perché mi coinvolga, non gliene voglio) non esiste.

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        • fvalere

          22 Novembre 2017 - 09:09

          l'essere che viene ucciso nell' aborto non è un grumo di cellule ma è già un bambino ben strutturato. Si informi prima di dire certe cose.

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        • branzanti

          22 Novembre 2017 - 12:12

          Perché molti scienziati sostengono il contrario? Mah!!!

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        • isa_ciao

          22 Novembre 2017 - 00:12

          E come avverrebbe questo passaggio da grumo di cellule a essere umano?? Puff!!??

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        • branzanti

          22 Novembre 2017 - 12:12

          Per me alla nascita, su questo temo sia difficile trovare un punto di condivisione

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        • isa_ciao

          26 Novembre 2017 - 09:09

          Può essere difficile ma, se le va di informarsi, scoprirà che molti scienziati hanno scoperto che tutte le principali funzioni vitali sono già presenti da tempo prima della nascita, infatti spesso bambini prematuri sopravvivono.. è un problema enorme stabilire il il quando ma non credo che il passaggio dentro fuori possa esserne la differenza..

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