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Bandiera Bianca

Gino Paoli e il segreto di vivere a lungo e in largo

Antonio Gurrado

Di articolo in articolo scorrono velocissimi i suoi anni, trascorsi bevendo, fumando, intrecciando sofisticati esperimenti sentimentali, provando a drogarsi, finendo a fare il parlamentare indipendente per il Pci negli anni della caduta del Muro di Berlino, perfino sparandosi. Tentando tutto, sperimentando molto, azzardando parecchio

Nell’epoca in cui i cantanti – gli artisti in generale – sembrano all’inseguimento non solo del bello ma anche del buono e del giusto, impressiona leggere le biografie di Gino Paoli compattate nelle poche righe a disposizione dei coccodrilli. Di articolo in articolo scorrono velocissimi i suoi anni, e sono novantuno, trascorsi bevendo, fumando, intrecciando sofisticati esperimenti sentimentali, provando a drogarsi, finendo a fare il parlamentare indipendente per il Pci negli anni della caduta del Muro di Berlino, perfino sparandosi e, insomma, tentando tutto, sperimentando molto, azzardando parecchio.

Adesso che ogni giorno i cantanti – gli artisti in generale – sono sotto la continua sorveglianza del web quindi passano metà del tempo a blaterare di fitness, di etica, di riforme costituzionali, di politica internazionale, di buoni sentimenti che più buoni non si può, ecco risaltare come un miracolo il fulgore dell’uomo che con il vino, le sigarette, le donne, la cocaina e un proiettile conficcato a un millimetro dal cuore ha trovato il segreto di vivere a lungo ma soprattutto in largo, trascorrendo la propria vita come un attimo senza fine.

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