Foto ANSA
Bandiera Bianca
In realtà il No ha vinto al referendum solo col 2 per cento
Stando a un rilevamento effettuato da Sky Tg24, su cento persone che hanno votato No solo quattro lo hanno fatto perché contrarie alla separazione delle carriere dei magistrati, tutti gli altri invece per dare un segnale politico al governo. Forse è tempo di prevedere una terza opzione di voto: Sì, ma…
Referendum: il No ha vinto col 2 per cento. Non è un refuso, non intendo erroneamente che il No abbia ottenuto uno scarto così risicato né che abbia superato di tale percentuale la quota di metà elettori: è proprio che, stando a un rilevamento effettuato da Sky Tg24, su cento persone che hanno votato No solo quattro lo hanno fatto perché contrarie alla separazione delle carriere dei magistrati – circostanza invero singolare per un referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Se la matematica non è un’opinione, dunque, il 2 per cento degli elettori ha votato No al quesito del referendum perché voleva rispondere No al quesito del referendum, mentre il restante 51 per cento ha votato No per dare un segnale politico al governo, per difendere la costituzione, perché non convinto da aspetti secondari della riforma, per timore del combinato disposto, per ostilità a tutti i fascismi, perché il pieno di benzina costa tanto, per evitare che arrivasse l’Ice, per esprimersi in favore della pace, per i motivi più disparati e inespressi.
Forse è tempo di prevedere dei referendum che contemplino una terza opzione: Sì, ma… Questo rilevamento individua infatti un problema enorme della democrazia diretta alle nostre latitudini: gli italiani votano sempre sottintendendo altro, confidando forse eccessivamente nelle capacità interpretative dei politici e affidandosi a un’esegesi del non detto, a una filologia dell’ignoto che travalica la lettera di quanto appare sulla scheda per salpare verso i mari procellosi della congettura, del locus desperatus, del vaticinio. Gli italiani votano convinti di scrivere chissà cosa e tracciano croci che immaginano sofisticate come geroglifici o ideogrammi. Invece sono solo croci, il segno analfabeta di chi vorrebbe esprimersi ma non può.