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bandiera bianca
Se i magistrati sono tutti uguali, il sorteggio non è un problema
Il concorso pubblico per diventare magistrato garantisce l'idoneità di ognuno a svolgere il proprio lavoro. E allora perché temere il caso? È il test definitivo per capire se crediamo davvero che la legge sia uguale per tutti
Purtroppo sono scemo, quindi non ho capito perché ce l’abbiano tanto con la scelta per sorteggio dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura. Che io sappia, i magistrati sono tali in quanto hanno superato un concorso pubblico nazionale: ciò garantisce che siano tutti allo stesso modo degni dell’alto ruolo di cui vengono investiti. Se si ritiene che il concorso per l’ingresso in magistratura certifichi che i magistrati sono tutti uguali, non vuol dire forse che i membri togati del Csm possono tranquillamente venire sorteggiati? Vuol dire anche che viviamo in una nazione felice, in cui tutti gli imputati possono star certi di venire processati nello stesso modo equo, indipendentemente da chi viene chiamato a esprimere una sentenza. Forse chi ritiene che il sorteggio dei membri togati non vada bene pensa che i magistrati siano talmente differenti fra loro che alcuni meritano il voto dei colleghi e altri no. Ciò significa che un magistrato non vale l’altro e che, quindi, gli imputati non possono stare tranquilli: chissà chi capiterà loro, magari qualcuno che gli stessi magistrati non hanno ritenuto abbastanza capace da sedere nel Csm. Sono certo che ci sarà qualche complicatissima spiegazione per chiarire i miei dubbi, eppure mi sembra che il quesito sotteso al referendum sulla magistratura sia piuttosto semplice: volete che la legge sia uguale per tutti? Le risposte possibili sono Sì o No