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bandiera bianca

Gli eroi di via Supercera e un affitto non pagato

Antonio Gurrado

Quattro sessantenni, un uomo e tre donne, andranno a processo per aver sostenuto l'indipendenza dall'Italia del loro stabile, pagando l'affitto con una valuta virtuale. Tra pec all'Onu e un goffo tentativo di autodeterminazione, si comprende come il patriottismo, alla fine, sia solo una questione di numeri

E così verranno sottoposti a processo i quattro di Villa D’Adda, i nostri ultimi eroi risorgimentali. Trattasi di quattro sessantenni, un uomo e tre donne, che nel 2018 avevano opposto resistenza ai pubblici ufficiali che volevano sfrattarli dall’appartamento che occupavano in via Supercera. Forse perché ispirati dai trascorsi della vicina Pontida, i quattro mini-patrioti sostenevano che il loro stabile avesse dichiarato l’indipendenza dall’Italia e, pertanto, pagavano l’affitto con una valuta virtuale che probabilmente aveva corso legale soltanto al loro numero civico. Avevano anche mandato una pec all’Onu richiedendo il riconoscimento internazionale, ottimisticamente interpretando la mancata risposta del Palazzo di vetro come silenzio assenso. Il loro goffo tentativo di autodeterminazione dei popoli può farci ridere, considerando che la repubblica autonoma di via Supercera annovera un decimo degli abitanti delle Isole Sandwich Australi (ma comunque quattro in più dell’Antartide, se i pinguini non contano); eppure nel 1834, quando un giovane Garibaldi tentò di organizzare un moto mazziniano in Liguria, all’ora pattuita non si presentò nessuno. Poi, nei tentativi successivi, le cose andarono meglio e adesso siamo qui: nessuno si sognerebbe di far delle battute sull’Italia libera e indipendente, sulla sua roboante topografia e sui suoi inamovibili monumenti. Il patriottismo è sempre, anzitutto, una questione di numeri.

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