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Bandiera Bianca
In amore, la Gen Z è più conservatrice dei boomer
Dovevano essere la generazione più libera di sempre. Invece, secondo uno studio del King's College di Londra, molti ragazzi tornano a modelli di coppia tradizionali. Il paradosso dell’amore moderno: più ne parliamo, meno siamo liberi
Ha fatto scalpore la ricerca del King’s College London, condotta su ventinove-nazioni-ventinove, da cui è emerso che giovani di tutto il mondo coltivano una visione dei rapporti sentimentali molto più tradizionalista rispetto agli adulti, anzi, diciamolo, ai vecchi. Nello specifico, tutti sono rimasti sorpresi dall’idea che per i maschi della Gen Z le mogli debbano essere sottomesse ai mariti, mentre i tanto famigerati boomer sono più libertari e non prendono tanto alla lettera le parole di San Paolo apostolo agli Efesini. È una notizia che ha molti più risvolti di quelli che possono affiorare in superficie. Significa che, in materia di diritti, il progresso non esiste: il tempo passa ma le idee tornano indietro, quindi ogni giorno di battaglia è come il primo.
Significa che investire chissà quanto sull’educazione affettiva e sentimentale nelle scuole non è servito a nulla: ai giovani, evidentemente, questo giulivo indottrinamento entra da un orecchio ed esce dall’altro. Significa che i social fingono di essere uno strumento moderno e innovativo, ma in realtà sono funzionali alla propaganda di idee retrive che si radicano nel cervello di chi li utilizza, a furia di ripetergli che sono vere solo perché gli fanno comodo. In particolar modo, però, significa che tutto il parlare d’amore nell’ultimo quarto di secolo, tutto l’identificare la parte più autentica dell’individuo nel suo nucleo emotivo più o meno capriccioso, tutto l’insistere sul fatto che la piena realizzazione di sé passi per il successo sentimentale, tutto ciò ha creato una generazione che guarda terrorizzata al partner e, pur di abbrancarlo, è disposta a negare la più grande prova d’amore che ci sia, la possibilità di scelta. Credevamo che l’amore ci avrebbe reso liberi; invece, a conti fatti, tutt’al più un po’ stronzi.
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