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verso il referendum
La protesta dei tifosi della Lazio contro Lotito ci dice qualcosa sullo stato della nostra democrazia
La protesta surreale degli ultras biancocelesti contro il presidente della loro squadra trasforma il referendum sulla giustizia in una resa dei conti calcistica. Dietro lo striscione ironico affiora però un vizio antico
Un gruppo di tifosi della Lazio ha organizzato una dimostrazione sotto la sede di Forza Italia, annunciando il proprio voto contrario al referendum sulla magistratura per protesta contro il presidente del club, Claudio Lotito – “senatore del vostro partito”, specificava lo striscione, rinnovando la passione degli ultras per le rime un po’ naif. Insomma, “il laziale voterebbe sì ma vota no”, come recita il medesimo striscione, non perché ostile alla separazione delle carriere né geloso custode di chissà quali equilibri istituzionali, ma perché contrario alla cessione di Taty Castellanos.
Non credo che mezzo milione di tifosi laziali determinerà il risultato del referendum, anche se a occhio, schierandosi come un sol uomo, potrebbe spostare un buon 2 per cento; credo però che la pittoresca trovata sia molto indicativa riguardo allo stato della nostra democrazia. Anzitutto, indica che in Italia il voto è sempre espressione di un interesse privato, più o meno capriccioso; poi, che i partiti vengono ritenuti contenitori non di idee ma di persone, rispetto alle quali ci si regola a simpatia; infine, che i referendum su tutto vertono tranne che sull’effettivo contenuto del quesito, e che quindi rimettere al popolo la scelta su materie sottilissime equivale a lasciare i destini della nazione nei tentacoli del polpo Paul. In sostanza questa protesta dimostra che gli italiani, laziali o meno, votano a casaccio. Sempre che fosse necessaria una conferma.
Bandiera Bianca