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Bandiera Bianca

Manca una serie televisiva sul caso della bidella pendolare

Antonio Gurrado

Qualche tempo fa era finita sui giornali perché, assegnata a una scuola di Milano diceva che, per via del carovita, le conveniva viaggiare ogni giorno sull’alta velocità da Napoli anziché affittare una stanza. Oggi ritorna sulle scene per un licenziamento e un arresto per stalking. Rimane solo da farci una fiction in tv

Se Andy Warhol fosse stato italiano, non avrebbe detto che tutti hanno diritto a un quarto d’ora di celebrità, ma che tutti hanno diritto a un quarto d’ora di celebrità, poi a un altro quarto d’ora, poi a un altro quarto d’ora ancora finché, a furia di quarti d’ora, hanno diritto a ritrovarsi celebri senza che ne sia davvero chiaro il motivo. Prendiamo la bidella che, qualche tempo fa, era finita sui giornali perché assegnata a una scuola di Milano e, per via del carovita, le conveniva pendolare ogni giorno sull’alta velocità da Napoli anziché prendere in affitto una stanzetta nell’hinterland. Era chiaro che la sua storia non fosse credibile – non tanto perché il viaggio costa sui cento euro a tratta, ma perché il primo treno utile arriva a Milano un’oretta dopo l’apertura delle scuole – ma era ben trovata, in quanto coincideva con un luogo comune: il povero lavoratore meridionale deportato a mille chilometri da casa per svolgere un lavoro che gli costa l’intero stipendio e oltre. Passato il quarto d’ora, la bidella incongruente riesce a farsi trasferire in una scuola più vicina a casa sua e viene dimenticata.

Eccola però riemergere con un nuovo quarto d’ora di celebrità, in cui si apprende che dapprima è stata licenziata per reiterate assenze per malattia senza giustificazione e che, adesso, è stata arrestata per stalking nei confronti della preside della sua scuola a Caivano. La quale era stata a sua volta protagonista del suo quarto d’ora di celebrità, con l’apertura pomeridiana dell’istituto per strappare i ragazzi alla malavita, e che adesso si trova a viverne un altro come vittima della bidella superstar. È proprio vero che – come diceva Woody Allen – la vita imita la cattiva televisione, tant’è che proprio in questi giorni va in onda su Rai 1 la fiction dedicata alla preside di Caivano, originalmente intitolata “La preside”: la vera storia della donna che ha coraggiosamente sfidato l’ignoranza e la delinquenza.

Tempo un paio d’anni e, state tranquilli, arriverà in tv anche “La bidella”: la vera storia della donna che ha coraggiosamente sfidato i certificati medici e gli orari ferroviari.

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