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bandiera bianca

L'arte di saltare più lontano (grazie a un ago)

Antonio Gurrado

In vista delle Olimpiadi invernali, gli atleti di salto con gli sci scoprono un nuovo "boost" per migliorare le prestazioni: iniezioni di acido ialuronico sul pene per aumentare il volume della propria metà inferiore e prolungare il tempo in aria

Le Olimpiadi invernali si avvicinano e, grazie a Fanpage, apprendo che il modo migliore per primeggiare nel salto con gli sci è farsi un’iniezione al pene. Dopo infatti che la federazione internazionale ha proibito l’utilizzo di tute cucite in modo tale da guadagnare in aerodinamicità, gli atleti sono ricorsi a diversi escamotage per aumentare il volume della propria metà inferiore, ciò che (secondo leggi della fisica che non mi sono chiare e tali rimarranno) consente di prolungare maggiormente il tempo in aria e, di conseguenza, atterrare più lontano dopo il proprio salto. Ora che è altresì proibito imbottirsi le pudenda di preservativi o altre protesi in silicone, pare che gli atleti siano passati direttamente alle iniezioni di acido ialuronico sul pene, così da fare a gara a chi salta più lungo. Sembra la versione olimpica di “The Substance”, il film piuttosto splatter in cui Demi Moore giochicchiava con siringhe e prelievi per creare un doppione migliore di sé e più giovane. Nella speranza che non tocchi la stessa sorte a nessuno degli atleti in gara (abito vicino al Villaggio Olimpico: non fatelo, mi impressionerei), provo nel mio piccolo a convincere chi è già lì con l’ago pronto e le braghe calate. Poniamo anche che vi iniettate qualcosa nell’organo che deve evidentemente esservi più caro del cervello, ma se lo fate tutti cosa ne ricavate? Di piazzarvi settimi anziché venticinquesimi? Credo piuttosto che nello sport valga lo stesso principio della vita: meglio arrivare ultimi, ma senza rotture di – ci siamo capiti.

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