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Bandiera Bianca

Religione e scienza non sono così diverse, in fondo

Antonio Gurrado

È il mistero a consentire un parallelismo fra le due e l'Epifania è il giorno ideale per rendersene conto. Così come facciamo affidamento su quel poco che ci ispira il cuore, possiamo fare affidamento anche su quel poco che ci dimostra il cervello

L’Epifania è il giorno della manifestazione, della rivelazione di ciò che era nascosto, dell’illuminazione di ciò che era oscuro; è pertanto il giorno ideale per rendersi conto di un parallelismo fra religione e scienza. La religione, se uno ragiona, esiste solo perché esiste il mistero: se tutto fosse cristallino, non ci sarebbe bisogno di credere a nulla, e la prima cosa a cui credere è che esiste il mistero, quindi non tutto è comprensibile. Nella storia, i picchi di intolleranza religiosa si sono verificati non per gli eccessi di fede, ma per l’esclusione del mistero dal suo orizzonte: quella peculiare forma di ateismo che fa coincidere Dio esclusivamente con ciò che si sa, riducendolo ad amuleto portatile.

Ora, la scienza. Nel bel saggio di Guido Tonelli (“L’eleganza del vuoto”, Feltrinelli) trovo scritto che “noi, scienziati moderni, (…) non siamo in grado di dare alcuna spiegazione a una forma di energia misteriosa che pervade l’universo intero (…). Il novantacinque per cento dell’universo è fatto di componenti materiali che ci sono del tutto sconosciuti”. Come accade per la religione, penso che questo vastissimo alone di mistero non svilisca la dignità della scienza: funge anzi da cordone di sicurezza per ricordare che, così come noi facciamo affidamento su quel poco che ci ispira il cuore, possiamo fare affidamento anche su quel poco che ci dimostra il cervello. Se la scienza si dice in grado di spiegare tutto, diventa invece fanatismo della peggior risma: quella peculiare forma di ignoranza che fa coincidere lo scibile con ciò che si sa già.

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