bandiera bianca

L'educazione sentimentale nelle scuole affidiamola all'ex allenatore del Piacenza

Antonio Gurrado

Gigi Cagni si arrabbiava coi suoi giocatori quando esultavano troppo dopo un goal. “Chi eccede nei festeggiamenti esagera anche quando le cose vanno male". Insegnamento più che degno anche per chi non gioca a calcio

Io, se fossi ministro dell’istruzione, affiderei l’educazione sentimentale a Gigi Cagni, facendogli fare un tour in ogni singola scuola d’Italia. Ricordo distintamente che l’ex allenatore del Piacenza si arrabbiava coi suoi giocatori quando esultavano smodatamente dopo un goal, prendendosela vieppiù se correvano ad abbracciarlo.

 

Ho ripescato l’intervista in cui spiegava perché, su un Guerin Sportivo vecchio di trent’anni: “Sono dell’idea che chi eccede nei festeggiamenti esageri anche quando le cose vanno male. Comportamenti secondo me negativi, che non aiutano a crescere e impediscono di analizzare con raziocinio gli avvenimenti”. Anche per chi non gioca a calcio, mi sembra un insegnamento più che degno. La nostra società ha sistematicamente fatto leva sull’esasperazione dei sentimenti, riducendo l’identità individuale al fascio di emozioni che si provano più o meno a cazzo di cane, individuando la realizzazione personale nel successo nelle relazioni, giustificando qualsiasi cosa in nome dell’amore, dilatato fino a diventare sinonimo di felicità. Salvo poi scandalizzarsi quando qualcuno, travolto e accecato dal sentimento, dall’amore, dalla gelosia, dal senso di perdita e di fallimento, dall’irrazionalità che vede giustificata ed esaltata tutt’attorno, si sente in diritto di abusare di una donna, impossessarsene, picchiarla, ucciderla.

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