Dare i numeri sull'inquinamento dell'aria

Antonio Gurrado

Il Center for Research on Energy and Clean Air ha calcolato che quest’anno, a causa del lockdown, ci sono stati undicimila morti in meno. Ma i conti non tornano

Pensate un po’: leggo che il Center for Research on Energy and Clean Air ha calcolato che quest’anno, a causa del lockdown, ci sono stati undicimila morti in meno per l’inquinamento dell’aria.

 

Ammetto che il concetto di “morti in meno” mi spiazza: se qualcuno muore si può capire di cos’è morto, ma se uno non muore come si fa a capire di cosa non è morto? Purtroppo non sono uno scienziato quindi la cosa per me resterà un arcano. In compenso me la cavo con le sottrazioni, pertanto me la sento di azzardare un calcolo raziocinatore. A cosa è dovuta la diminuzione dell’inquinamento in Europa? Al lockdown, che ci ha costretti in casa per mesi e ha fermato l’attività produttiva. E a cosa è dovuto il lockdown? All’emergenza coronavirus. Cos’altro è dovuto all’emergenza coronavirus in tutta Europa? Centocinquantaseimila morti sul continente, stando ai dati Oms. Poniamo che alcuni di loro sarebbero comunque morti a causa dell’inquinamento. Bene, dai dati orgogliosamente sventolati dal Center for Research on Energy eccetera eccetera emerge che l’Europa ha perso undicimila morti per inquinamento al solo prezzo di guadagnarne almeno centoquarantacinquemila per il virus. Bell’affare.   

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