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La laurea è un punto di partenza, altrimenti resta un pezzo di carta

Aggiornarsi, documentarsi e studiare non si esauriscono con la proclamazione. La polemica tra l’economista Zamagni e l'assessore del M5s di Imola

28 Agosto 2018 alle 15:48

La laurea è un punto di partenza, altrimenti resta un pezzo di carta

Foto Imagoeconomica

Studiare un po’ è il paterno consiglio che l’economista Stefano Zamagni ha dato a un assessore del Movimento 5 stelle di Imola, il quale aveva proposto su Facebook che la zecca di Stato coniasse una quantità di moneta metallica pari a quella in circolazione in Germania così da garantire all’Italia dieci miliardi di euro in più senza accrescere il proprio debito. L’assessore ha replicato al professore rinfacciandogli che la laurea in economia e commercio gliel’aveva conferita (in realtà dice “consegnata”, ma vabbe’) proprio lui, pubblicando a riprova una foto di Zamagni in toga che gli stringe la mano dopo la discussione sotto lo sguardo catatonico di un docente baffuto che non riconosco; aggiungendo poi di avere studiato proprio sull’“imprescindibile libro”, ossia il manuale di economia politica del medesimo Zamagni. Sono lieto d’informarvi che di economia non capisco un’acca ma d’istruzione un po’ sì, e questa querelle fra l’assessore e il professore mi conferma che in Italia la laurea ha subìto un’evoluzione imprevista: da strumento discriminatorio fra chi sa e chi non sa, col vertiginoso incremento dei dottori s’è fatta strumento discriminatorio fra chi la reputa punto d’arrivo e chi punto di partenza. Ovvero, fra chi la vede come traguardo che certifica che con lo stesso pezzo di carta siamo tutti uguali e chi si accorge che, se una volta acquisite le competenze di base non si continua a documentarsi, aggiornarsi e scervellarsi, la pergamena appesa dietro la scrivania di per sé non serve a niente.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    28 Agosto 2018 - 23:11

    Meglio un asino vivo che un dottore morto - sentenziava Pinocchio. Ed effettivamente oggi un dottore per mantenere viva la propria professionalità è costretto ad aggiornarsi ogni giorno, letteralmente. E così è per tutti, indistintamente. Tranne che per gli asini, la cui asineria ha il privilegio di automantenersi del più comodo disimpegno, crogiolarsi nella beata pigrizia, contemplare il vuoto nell'eterea quiete di una inavvertita insipienza mentale. Tutte "pacifiche" doti che oggigiorno finiscono per allettare e conquistare i favori della maggior parte. Il guaio è che, in democrazia, la maggioranza vince!...

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