Il vero nemico delle suore di Los Angeles non è Katy Perry ma lo spirito del tempo

Perché quella tra la cantante e il convento del Cuore Immacolato di Maria è una questione più profonda di una semplice causa legale

13 Marzo 2018 alle 17:08

Il vero nemico delle suore di Los Angeles non è Katy Perry ma lo spirito del tempo

Katy Perry (foto LaPresse)

Forza monache! Le suore di Hollywood - non nel senso che recitano ma nel senso che appartengono al convento del Cuore Immacolato di Maria di Los Angeles, a dieci minuti dall'iconica collina - le suore di Hollywood, dicevo, sono poche, sono vecchie, e una di loro è addirittura morta in tribunale durante un'udienza; eppure stanno opponendo strenua resistenza legale e propagandistica al loro arcivescovo e a Katy Perry.

 

Come tutte le storie postmoderne, americane tanto più, anche questa è intricata. Il convento, ormai svuotato, sorge su un terreno di  circa tre ettari che l'arcidiocesi di Los Angeles ha deciso di vendere, individuando la migliore acquirente nella celebre cantante scollacciata. Katy Perry vuol fare del convento il proprio buen retiro, una villa privata dove trascorrere una serena vecchiaia (ha trentatré anni) col compagno e con gli eredi. Le monache hanno però individuato un miglior acquirente in una restauratrice, che non solo offrirebbe un milione di dollari in più ma ha garantito di mantenere pubblico l'accesso all'edificio.

 

  

Le monache implorano Katy Perry di desistere. Katy Perry implora le monache di cedere. La stampa ci sguazza perché ritiene che le due parti in causa siano divise solo dal contrasto fra gli abiti succinti della cantante e i manti delle religiose, o fra il voto di castità e il gioioso motivetto di “I kissed a girl”. La questione in realtà è più profonda. Katy Perry rivendica la felicità sentimentale privata, come dimostra la sua disponibilità a scialacquare pur di trasformare un convento in abitazione familiare. Le monache rivendicano la superiorità della vita comunitaria sull'interesse privato, e per questo rigettano la trasformazione delle celle in alcova. Il fatto che l'arcidiocesi abbia citato in giudizio la restauratrice, perché ha acquistato dalle monache ciò che costoro non erano in diritto di vendere, significa che la Chiesa (almeno a Los Angeles) è pronta a svendere la propria vocazione collegiale all'intimità del romanticismo. Ma il fatto che la restauratrice, a quanto pare, volesse mantenere pubblico l'accesso al convento trasformandolo in albergo significa che il vero nemico delle monache alla fine non è né l'erotismo né la gerarchia ecclesiastica; è proprio lo spirito del tempo.

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