Perché il patentino da antifascista rischia di assecondare la deriva fascista

Il caso del Comune di Firenze, che dà una certificazione ad hoc per potere occupare spazi pubblici con manifestazioni autorizzate, ha dei limiti notevoli

21 Dicembre 2017 alle 16:52

Perché il patentino da antifascista rischia di assecondare la deriva fascista

Piazza della Signoria a Firenze (foto LaPresse)

Il Comune di Firenze ha approvato un regolamento che prevede l'emissione di un certificato di antifascismo, senza il quale non sarà possibile avere il diritto di occupare spazi pubblici con manifestazioni autorizzate. Questo piccolo gesto dettato dalle migliori intenzioni (di cui sono lastricate, com'è noto, le vie infernali) ha due conseguenze. La prima è che il cosiddetto patentino antifascista non sarà rilasciato, pare, a chi esprima idee non necessariamente fasciste bensì tacciabili di razzismo oppure di omofobia: qui i confini si fanno più labili (se uno è contrario alle nozze omosessuali è fascista?) ed emerge il sospetto che in Italia si definisca all'ingrosso "fascismo" tutto ciò che non rientra in generici buoni sentimenti che si ritenga debbano essere condivisi da tutti, obbligatoriamente. La seconda è che l'annacquamento del concetto di fascismo porta non solo a depotenziarlo, sforzandosi di riscontrarlo nelle ideologie più confuse o balzane, ma anche ad ampliare a dismisura l'arbitrio di chi può decidere cosa sia fascismo e cosa no. Garantire le manifestazioni pubbliche solo a chi è munito di tesserino è un inizio, ma sicuramente prima o poi salterà su qualcuno a sostenere che i metodi migliori per prevenire la diffusione del fascismo siano olio di ricino e manganello.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    22 Dicembre 2017 - 11:11

    Gliè caro Gurrado che dal 1945 io sento dire che è fascismo tutto ciò che non è comunista,oggi per grazia di dio e volontà della nazione , e fascismo tutto ciò che non è di sinistra ( il primo Berlusconi ) . Patentini o no. A memoria ricordo che il nemico più ferocemente combattuto dal comunismo ,ancor prima del fascismo , fu il liberalismo libertario liberista ed oggi ancor di più ad ascoltare i sermoni dei Corbyn dei Sanderds dei cespuglietti a sinistra del pd. p.s. Non ho capito se Paola Peduzzi è racconta Corbyn o è una sua fan. lds

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  • Jack McGuire

    21 Dicembre 2017 - 19:07

    Può darsi, ma secondo me il problema in radice è sempre la stupidità e il conformismo.

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  • guido.valota

    21 Dicembre 2017 - 19:07

    Con il patentino antifascista si compie burocraticamente oltre che antropologicamente la visione subito perfetta di Flaiano per la quale in Italia i fascisti si dividono in due categorie, i fascisti e gli antifascisti. Questi ultimi cangiano dal nero al rosso all'arancione all'arcobaleno e ultimamente al cinque stelle ma sempre secondo l'abilità italica nel riconoscere il culo da leccare e quello da prendere a calci. Incarnano fisicamente quella convenzione deculturata per la quale da settanta anni in Italia, quando non sai come cavartela, dai del fascista e faggiamogi un bell'abblauso.

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