Veglia anti-Halloween? No, grazie

Antonio Gurrado

Perché è controproducente organizzare una preghiera contro la notte del culto della Zucca. Va bene essere puri come colombe, ma bisogna anche essere astuti come serpenti 

Cattolici, non conviene organizzare veglie di preghiera contro Halloween. È sufficiente organizzare veglie di preghiera e basta. Leggo di surreali iniziative parrocchiali e diocesane in programma per stasera, con bambini travestiti da angioletti, anziché da streghe, e catene per chiedere il perdono per i peccati che verranno commessi nella notte del culto della Zucca o del Grande Cocomero. Vale la pena? No, perché così si confonde il dito con la luna – si confonde il sabato con l’uomo – quindi si abbassa lo strumento universale della preghiera a polemichetta contingente qual è un trascurabile ballo in maschera. Va bene essere puri come colombe, ma bisogna anche essere astuti come serpenti. Una veglia apposita, se non addirittura una festa alternativa edulcorata, dà troppa importanza ad Halloween. È controproducente: da due millenni vegliamo per pregare, pregare i santi, pregare per i morti; se all’improvviso ci mettiamo a farlo in reazione a una celebrazione stupida, si finisce per venire travolti dalla medesima stupidità e non si pensa che così si fa la figura di chi vuole soltanto essere d’intralcio a un’usanza mondana. Da due millenni vegliamo per pregare e, se all’improvviso ci mettiamo a farlo per adeguarci a una novità artificiale, si fa la figura dei rompiscatole che dal nulla arrivano a rovinare una serata che bambini e adolescenti di tutte le età ormai ritengono tradizionale. Lasciate che si disilludano da soli, anziché farli arroccare in difesa delle loro mascherine. Cattolici, non conviene organizzare veglie di preghiera contro Halloween, non più di quanto sia servito organizzarne contro Martin Lutero.

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