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Piano col tormentone “femminicidio”

Ogni violenza è di troppo. Quella sulle donne è in calo da anni (Istat)

6 Giugno 2015 alle 06:15

Piano col tormentone “femminicidio”

Una ragazza manifesta contro il femminicidio (foto LaPresse)

Ogni singola violenza sulle donne è di troppo, è anche superfluo dirlo. Ma in questo clima di “emergenza femminicidio”, di esplosione della violenza contro le donne, in cui si descrive un paese in cui “i maschi hanno licenza di uccidere”, si propongono task force ministeriali e aumenti delle pene, fa più rumore l’albero che cade della foresta che cresce silenziosamente. Gli alberi che cadono sono le drammatiche storie di donne uccise dai loro partner o ex partner, mentre la foresta che cresce è quella descritta dai numeri dell’Istat nel suo rapporto sulla violenza contro le donne.

 

“Emergono importanti segnali di miglioramento: negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3 per cento all’11,3 per cento, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006 – dice l’Istituto nazionale di statistica – E’ in calo sia la violenza fisica sia quella sessuale, dai partner e ex partner come dai non partner. In forte calo anche la violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3 al 26,4 per cento), soprattutto se non affiancata da violenza fisica e sessuale”. Certo, tantissimo resta da fare, se si pensa che quasi una donna su tre ha subìto nella propria vita qualche forma di violenza fisica o sessuale. Ma le donne sono più consapevoli, denunciano di più le violenze subite e, a differenza di quanto si sia portati a pensare dalla vulgata mediatica, le vittime sono più soddisfatte del lavoro delle forze dell’ordine: “Per le violenze da partner o ex, le donne molto soddisfatte passano dal 9,9 al 28,5 per cento”. Ciò vale anche per la violenza più grave, l’omicidio. Pardon, il femminicidio. Sebbene non ci siano statistiche specifiche sugli “omicidi di genere”, in generale il numero di donne uccise è in calo negli ultimi anni e l’Italia ha uno dei tassi di omicidi di donne più bassi d’Europa.

 

Il sospetto è che tutta questa campagna mediatica e le proposte di introduzione di nuovi “reati di genere” servano alla costruzione di carriere politiche e a raccogliere facile consenso ingigantendo fatti di cronaca. Perché se i politici parlano di “emergenza femminicidio” e aumento della violenza di genere e i fatti dicono il contrario, o i politici fanno propaganda o anche i fatti sono sessisti.

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