In America aumentano assunzioni, salari e disoccupazione (e anche quest'ultima è una buona notizia)

Redazione

I contratti di assunzione per i lavoratori non agricoli sono cresciuti più del previsto, raggiungendo il livello più alto degli ultimi 17 anni

Arrivano ulteriori conferme della crescita dell'economia statunitense. I contratti di assunzione per i lavoratori non agricoli sono cresciuti più del previsto, raggiungendo il livello più alto degli ultimi 17 anni. Nel dettaglio la crescita di 257 mila unità di gennaio segue la cifra 'record' di 329 mila unità registrata a dicembre, che era di gran lunga superiore a quanto atteso. Il mese scorso sono aumentati anche i salari del 12 per cento, guadagnando il 2,2 per cento su base annua. Non solo, anche i dati sul tasso di disoccupazione, che è aumentato dal 5,6 al 5,7 per cento, sono un'ottima notizia. Nessun errore, piuttosto un paradosso che lascia ben sperare per l'economia statunitense. In America rientrano nel calcolo del tasso di disoccupazione chi è senza lavoro e chi ne sta cercando uno. Coloro che non sono alla ricerca di un impiego non vengono conteggiati nella forza lavoro. Per questo, se aumentano i posti di lavori ma anche il tasso di disoccupazione vuol dire che un numero crescente di persone sono tornati alla ricerca di un impiego aumentando la forza lavoro.

 

"Il dato - spiega la piattaforma di trading Ig - è particolarmente seguito dalla Federal Reserve perché influenza direttamente anche la spesa per consumi". Secondo l'ufficio studi, "le cifre sul mondo del lavoro sono straordinariamente positive. I deboli dati macroeconomici pubblicati in settimana negli Stati Uniti avevano creato delle attese negative sui dati sui 'Non farm'. Invece l'amministrazione Obama è riuscita a creare per il dodicesimo mese consecutivo oltre 200 mila impieghi".

 

La Federal Reserve "monitorerà ancora i fondamentali ma le attese di un rinvio a settembre 2015 di un rialzo del costo del denaro - conclude Ig - sono diminuite notevolmente dopo queste cifre macro così brillanti. Un eventuale allentamento delle pressioni deflazionistiche potrebbe convincere i membri del Board a rialzare i tassi già da giugno". Paul Ashworth, capo economista di Capital Economics a Toronto, ha detto a Reuters che "se anche questi numeri non devono essere sovrastimati, è anche vero che indicano livelli di crescita del tasso di occupazione e dei salari che la Fed non può continuare a ignorare, soprattutto considerando che il tasso di interesse è vicino allo zero".

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