Uno dei razzi lanciati stamattina da Israele dall'area di al Wazzani, al confine con il Libano (foto LaPresse)

Missili di Hezbollah contro Israele, morto un militare dell'Unifil e due soldati di Tsahal

Redazione

Poche ore prima Tsahal aveva lanciato un'offensiva sul Golan. "Reazione a una violazione della sovranità territoriale", ha dichiarato il portavoce dell'esercito. Poi un missile colpisce un mezzo israeliano vicino al confine libanese.

Questa mattina un'offensiva aerea dell'esercito israeliano ha colpito alcune posizioni siriane sulle alture del Golan. In questo modo Israele ha risposto ai due missili lanciati ieri contro il suo territorio da quelle zone controllate dall'esercito di Assad. Poco dopo, un missile anticarro sparato dal Libano ha colpito un mezzo israeliano nei pressi del confine, nella zona di Har Dovev, uccidendo due soldati di Tsahal e ferendone altri sette. L'attacco, come riferiscono Ap e France Presse, è stato rivendicato da Hezbollah. L'area è stata colpita da un fitto lancio di granate che ha causato diversi feriti. Israele ha risposto con altri missili (Haaretz ne cha contati almeno 25) lanciati in territorio libanese vicino aMajidiyeh, Abbasiyeh e Kfar Chouba e un militare spagnolo della forza internazinale Unifil è morto. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, al momento dell'attacco si trovava a sud, Sderot e ha detto che le forze di sicurezza "stanno rispondendo all'attacco a nord. La sicurezza viene prima di tutto".

 

"Israele ha reagito a un’evidente violazione della sovranità territoriale", ha dichiarato il portavoce dell'esercito Peter Lerner parlando dell'offensiva israeliana sul Golan. Lerner ha spiegato che sono state prese di mira postazioni dell'esercito siriano. Il comunicato dell'esercito ritiene il regime di Damasco responsabile per ogni attacco proveniente dal suo territorio. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, basato a Londra, Israele ha bombardato l'area in cui si trova la 90esima brigata siriana.


Nella mappa, evidenziata la zona di confine di Har Dovev, sul confine libanese, dove è stato attaccato il mezzo israeliano


La situazione nelle alture del Golan si è complicata dopo che il 18 gennaio, in un attacco attribuito a Israele, sono rimasti uccisi in territorio siriano sei esponenti della milizia sciita Hezbollah e un generale iraniano. La zona, demilitarizzata dal 1974, ha un'importanza cruciale nell'area, fungendo da cuscinetto tra Siria e Israele. Da quando è iniziata la guerra civile in Siria, proprio le alture del Golan sono state però utilizzate dai pasdaran iraniani e altre formazioni militari per far transitare convogli di armi destinati alla milizia libanese, alleata con il governo di Damasco.

 

Gli Stati Uniti hanno condannato senza riserve "l'atto di violenza" contro Israele, l'uccisione di due soldati ed il ferimento di 7 ad opera delle milizie sciite libanesi di Hebzollah ma esortano tutte le parti ad astenersi da azioni che potrebbero innescare un'escalation, e quindi, una possibile nuova guerra dopo quella dell'estate del 2006.

 

Nel 2010 Giulio Meotti fece per il Foglio un lungo reportage dal Golan. Ecco le tre puntate: Nel bunker d'Israele - La capitale in attesa del fuoco - La fortezza di Gerusalemme

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