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Effetti collaterali del moralismo anti tabacco

La guerra diplomatica tra Indonesia e Australia sul plain packaging delle sigarette potrebbe colpire il vino australiano. Quando il ricorso ideologico al no-logo colpisce l'economia.

19 Novembre 2014 alle 18:17

Effetti collaterali del moralismo anti tabacco

Un pacchetto di sigarette australiano

"Stiamo valutando l'introduzione di nuove regole per i prodotti vinicoli importati dall'estero per diminuire il pericolo di abuso da parte della popolazione, obbligando gli importatori di commercializzare le bottiglie con imballaggi no logo". Il ministro dell'Industria indonesiano Panggah Susanto ha deciso di rispondere coi fatti all'imposizione del governo australiano (la legge è stata approvata alla fine del 2012) di imporre per il tabacco il cosiddetto plain packaging, ossia il permesso di vendere di sigarette è permessa solamente in pacchetti anonimi, senza marchio, tutti di uno stesso colore - verde oliva - e con l’85 per cento della superficie occupata da immagini che raffigurano gli effetti del fumo sull'uomo.  "Il regolamento sarà discusso insieme ad altre agenzie governative, ma la volontà è quella di concludere al più presto la pratica", ha aggiunto.

 

L'Australia, quindi, oltre all'istanza di arbitrato internazionale mossa da Indonesia, Ucraina, Honduras, Repubblica Dominicana e Cuba all'Organizzazione mondiale del commercio (Omc), per palese violazione del libero commercio e dei diritti di proprietà dei marchi internazionali, potrebbe subire un contraccolpo economico immediato per la sua decisione sul plain packaging sui tabacchi. Lo stato oceanico infatti esporta in Indonesia il 2,1 per cento del vino prodotto nel suo territorio, per un totale di circa 35 milioni di dollari australiani. Una cifra che potrebbe salire al 7,4 per cento qualora l'esempio indonesiano dovesse essere ripreso dagli altri paesi produttori di tabacco, sancendo così una perdita economica di circa 130 milioni di dollari australiani. 

 

[**Video_box_2**]In Indonesia "l'industria del tabacco ha garantito allo stato tra accise e redditi, più di 150 miliardi di rupie indonesiane, garantendo un impiego a oltre 6 milioni di persone", ha dichiarato Panggah Susanto, sottolineando "quest'industria sia difficile da sostituire e se ostacolata in modo illegale potrebbe causare un massiccio impoverimento della popolazione".  I dati forniti dall'Agenzia Centrale di Statistica indonesiano (BPS), a causa del plain packaging australiano, le esportazioni di sigarette indonesiane sono sensibilmente diminuite nel corso degli ultimi quattro anni. Nel 2010 infatti il paese ricava dall'esportazione di sigarette 91,53 milioni di dollari, mentre nel 2013 il ricavato è sceso a circa 33,18 milioni di dollari. E la tendenza è ancora al ribasso.

Redazione

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