Rosario Crocetta (foto LaPresse)

Non sarò maramaldo su Crocetta cadente, ma se Cristo tornasse ora…

Camillo Langone

Vedo che Crocetta ha pubblicato poesie. Non avrebbe dovuto farlo. Non bisogna pubblicare poesie se non ci si chiama Dante Alighieri o Andrea Zanzotto. Crocetta si chiama Crocetta e quindi si è dimostrato incontinente e agli incontinenti vanno distribuiti pannoloni, non presidenze.

Non so nulla di Crocetta. Ma vedo tante cose. Non so se è così antimafioso come dice, non so né posso sapere se la sua antimafia è una vocazione o una professione. Non sono mica nato a Gela come lui e l’eccellente pittore Giovanni Iudice che ne scrive su Facebook, una delle tante cose che vedo: “Non conoscete ancora bene Crocetta. Noi di Gela lo conosciamo abbastanza. Due ambientalisti, Amato e Di Blasi, lo denunciano da anni per associazione mafiosa. Avete capito bene: associazione mafiosa. Non ha mai ricevuto minacce, è tutta un’invenzione”. Caspita e vattelapesca. Caspita, se fosse vero che Crocetta è un mafioso o un mafiosoide o un mitomane o un machiavellico, uno che si è minacciato da solo per farsi bello e sindaco e presidente. Vattelapesca, se cerchiamo di venirne a capo. Io non ci provo nemmeno ed è uno dei motivi per cui non vado mai in Sicilia.

 

La patria è ciò che si conosce e si capisce, diceva il mio maestro Luigi Veronelli, quindi la Sicilia, che conosco poco e capisco ancora meno, mia patria non è. Chiunque millanti di comprenderla mi sembra da ricoverare. “Lo stemma della Sicilia” scrive Giovanni Macchia “con la sua testa di Gorgone al centro di un cerchio cui si attaccano tre gambe è un tipo d’immagine che ritorna di frequente nei disegni dei malati di mente”. E’ una roba da pazzi la Sicilia, da pazzi e da poeti e quando dico poeti sto usando l’accezione peggiore del termine. I poeti mi fanno senso quasi quanto i malati di mente (sono un anti basagliano, sono per rinchiuderli tutti). Vedo che Crocetta ha pubblicato poesie. Non avrebbe dovuto farlo. Non bisogna pubblicare poesie se non ci si chiama Dante Alighieri o Gabriele D’Annunzio o Andrea Zanzotto. Crocetta si chiama Crocetta e quindi pubblicando si è dimostrato incontinente e agli incontinenti vanno distribuiti pannoloni, non presidenze. C’è un altro presidente-poeta, Vendola, bisognerebbe parlare anche di lui. Intanto mi concentro sul siciliano sul quale perfino il Partito democratico, è notizia fresca, vorrebbe mettere una croce sopra.

 

[**Video_box_2**]Mai vorrei essere maramaldesco, se non è la mia eleganza è il mio cristianesimo, se non è il mio cristianesimo è la mia eleganza a impedirmi di dare addosso a un uomo che sta cadendo. L’ho criticato su queste pagine quand’era ancora saldo in sella: “Vorrei capire perché la sodomia di potere si è trasferita dal Mar Morto al Basso Adriatico e al Canale di Sicilia. Vorrei capire se l’ascesa politica di Nichi Vendola e Rosario Crocetta è solo l’effetto del declino morale e quindi riproduttivo delle regioni meridionali, o anche la causa di un ulteriore sprofondare”. Vedo, anzi leggo, l’intercettazione del capomafia che parla del futuro presidente come del “comunista finocchio”. Non voglio dare manforte a un mafioso, io sono per la pena di morte e per la pena di morte soprattutto ai mafiosi, ma se qualcuno dice che l’acqua è bagnata e il fuoco scotta non posso smentirlo neppure se ha appena mangiato un bambino. Poi lo accompagno al patibolo, ma intanto assento: l’acqua è bagnata, il fuoco scotta, Rosario Crocetta è quello che è.

 

O quello che finge di essere: la scrittrice Silvana Grasso fa capire che con lei si comportò da uomo. Spero proprio sia andata così ma resta che un capo deve dare l’esempio e l’esempio si dà in pubblico, non in privato. Se è vero, ed è vero, che causa principale della presente crisi economica è la crisi demografica, oggi definirsi sodomiti significa dichiararsi affamatori del popolo. Vedo inoltre le sue fotografie e non capisco se si tinge i capelli oppure no. Il mio foro interiore contempla, con qualche sforzo, la possibilità di tingersi i capelli ma solo per piacere alle femmine, non certo per piacere agli elettori. Soltanto in amore tutto o quasi tutto è lecito. Perché fra uomo e donna anche nel più losco commercio può scapparci la vita: Dio scrive dritto sulle righe storte. Vedo infine che Crocetta si mostra devoto alla Madonna del Rosario senza mostrarsi penitente. Blasfemo che non è altro: san Gerolamo ricorda che quando Gesù nacque “morirono su tutta la terra tutti i sodomiti, uomini e donne”. Se Cristo tornasse ora, Crocetta potrebbe sperare solo in una benevola testimonianza della signora Grasso.

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  • Camillo Langone
  • Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).