Achille con il corpo dell'amazzone Pentesilea, dipinto di Johann Heinrich Wilhelm Tischbein

Eros e mors(i). Ci riconosceranno dai denti

Umberto Silva

Imparentato con mors, morte, il morso è della fame, della paura, dell’odio, di un mucchio di cose brutte quando non sono belle, come il morso delle fanciulle, che va provocato ad arte con tutta una serie di deliziose ferocie.

Imparentato con mors, morte, il morso è della fame, della paura, dell’odio, di un mucchio di cose brutte quando non sono belle, come il morso delle fanciulle, che va provocato ad arte con tutta una serie di deliziose ferocie e di cui menar vanto mostrandolo agli amici. Altro che i lugubri tatuaggi! Certo, se invece di una fanciulla ti piomba addosso una bestia selvaggia come Luis Suárez - il calciatore e non il suo omonimo Francisco Suárez sommo filosofo gesuita, fautore della potenzialità della materia - può risultare sconvolgente. Giorgio Chiellini, dopo essere giaciuto per terra cercando di capire che diavolo era successo, si è alzato totalmente frastornato, come Saul sulla via di Damasco. L’uomo più virile del calcio italiano, il fustigatore dei molli, ha cominciato a correre per il campo mostrando a tutti, giocatori arbitro spettatori guardalinee, la scapola morsicata, ansioso di riconoscimenti scollandosi la maglietta come una donna che la fa vedere alle amiche, che tutti ammirino il segno lasciato dagli aguzzi dentini dell’innamorato. Già in un’altra occasione Giorgio era stato oggetto delle attenzioni di Suárez, ma non credeva ai propri occhi e alla propria carne, ha lasciato correre, pensava che Luis l’avesse confuso con un altro, forse non si credeva degno di tanta passione. E invece è proprio lui che Luis brama, al punto di rischiare d’essere espulso per sempre dal campo di calcio. Forse il rude Suárez ammira e odia la laurea di Giorgio, chissà. L’arbitro ha fatto finta di non vedere; poco ci mancava che espellesse Chiellini, tanto Marco Antonio Rodríguez Moreno era preda di un raptus di gelosia.

 

Su Suárez si addensano nubi tempestose, la Fifa vuole punirlo. Mi sono sempre chiesto perché a Hannibal Cannibal non avessero cavato tutti i denti. Mi chiedo come potrebbe essere un nuovo incontro di Suárez con Chiellini. Si stringono la mano, il pubblico applaude, scherzano sui denti, e dopo una mezz’ora accade l’impossibile: di nuovo l’uruguaiano morde l’italiano! Lo morde perché sa che tutto il mondo non attende altro, lo morde perché lo chiedono gli occhi smarriti di Chiellini, che nell’attesa sta impazzendo tanto che gli viene voglia di mordere qualcuno, Buffon per esempio. Luis Suárez morde perché è il suo destino e non può fare altrimenti, come la Pentesilea di Kleist addenta il collo di Achille, come lo scorpione di Welles affonda con la rana, come Hitler fa la guerra per perderla, come tutti noi che sappiamo come una volta morti saremo riconosciuti solo per i denti, mentre i vermi ci mangeranno di baci.