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Il bellum iustum di San Pietro

“Verrà il momento in cui il Papa si porrà il problema di giustificare la guerra in Siria, se e quando scoppierà”. Daniele Menozzi, storico del Cristianesimo alla Scuola normale di Pisa, vede un Francesco ancora prudente, a metà strada tra l’idea giovanpaolina di avallare l’intervento umanitario in determinate situazioni e il rifiuto radicale e definitivo di ogni forma di violenza, compresa quella bellica. “Giovanni Paolo II legava il concetto di guerra giusta alle decisioni prese dagli organismi internazionali, in particolare le Nazioni Unite”, dice al Foglio. La memoria va ai primi anni Novanta, quando la Cortina di ferro calata sull’Europa quarant’anni prima era venuta giù insieme al Muro di Berlino e all’impero sovietico. Cerasa Cara Bonino, un vero Radicale non si nasconde dietro l’Onu. Parla Matteo Mecacci

04 SET 2013

Francesco, il digiuno e le bombe

Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza, aveva detto domenica all’Angelus il Papa. In Siria si rischia la guerra mondiale, ha aggiunto ieri per fare ancora più chiarezza mons. Mario Toso, segretario del Pontificio consiglio Giustizia e Pace, secondo cui c’è il concreto pericolo che il conflitto “deflagri e si estenda ad altri paesi”. Gli ingredienti, aggiunge a Radio Vaticana, “ci sono tutti”. L’attacco contro Damasco – anche se limitato nel tempo e sferrato per punire l’uso di armi chimiche sulla popolazione civile da parte del regime di Bashar el Assad – è un’opzione che non può neppure essere presa in considerazione, a giudizio della Santa Sede. Leggi anche   Test missilistico nel Mediterraneo orientale - Peduzzi L’interventismo liberal è rimasto nelle mani tremolanti di Hollande e Kerry - Raineri Obama chiede i superpoteri - O’Bagy Sul fronte della guerra siriana

03 SET 2013

Diavolo, esiste!

Che guaio aver dimenticato che il Diavolo c’è, diceva qualche anno fa padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia. Satana è quasi scomparso dalle omelie dei parroci, dal catechismo. Cancellato, ridotto a puro mito, a superstizione. E’ come se l’ingresso “da qualche fessura di Satana nel tempio di Dio” di cui parlò un inquieto Paolo VI negli ultimi anni di pontificato, fosse niente di più che la sensazione di un Papa stanco, tormentato, malinconico. La colpa di questo “silenzio sul Demonio”, notava ancora il frate cappuccino, è della “posizione intellettualistica che coinvolge anche certi teologi, i quali trovano impossibile credere nell’esistenza del Demonio come entità non solo simbolica ma reale e personale”.

02 SET 2013

Segretario di stato

Con Papa Francesco ogni sorpresa è possibile, ma se tutto andrà come sembra, oggi alle 12 terminerà la stagione di Tarcisio Bertone alla guida della segreteria di stato. Al suo posto andrà (con la provvisoria carica di pro-segretario di stato, visto che non è ancora cardinale) monsignor Pietro Parolin, attuale nunzio apostolico in Venezuela. Cinquantotto anni, diplomatico di carriera con alle spalle una lunga esperienza in curia. Vicentino, sacerdote dal 1980, sei anni più tardi è entrato nel servizio diplomatico vaticano, venendo prima mandato in Nigeria e successivamente in Messico. Dal 1992, poi, è stato inquadrato nella seconda sezione della segreteria di stato, divenendone sottosegretario dieci anni più tardi.

30 AGO 2013

Intervento sì o no? Le diplomazie dei cristiani del medio oriente si muovono preoccupate. E in ordine sparso

“Ancora una volta, come nel caso dell’Iraq, gli Stati Uniti si comportano da giustizieri internazionali”, dice al sito Asianews il metropolita Hilarion, presidente del dipartimento per le Relazioni esterne del Patriarcato di Mosca. “Ancora una volta, migliaia di vittime saranno sacrificate sull’altare di un’immaginaria democrazia. Primi fra tutti, i cristiani, che rischiano di diventare gli ostaggi principali della situazione e le principali vittime delle forze estremiste radicali, che con l’aiuto degli Stati Uniti andranno al potere”.

28 AGO 2013

Francesco nel residence scrive l’enciclica sui poveri. Intanto a Castello…

Scrive, Papa Francesco, nel fresco della suite numero 201 di Santa Marta. Niente vacanze, neppure un breve periodo di riposo a Castel Gandolfo. Solo qualche sporadica visita nella cittadina adagiata sul lago Albano, per una messa o un Angelus, ma niente di più. A Les Combes, in Val d’Aosta, nella casa che a suo tempo ospitò Giovanni Paolo II e Benedetto XVI ci è andato per soli nove giorni il segretario di stato, Tarcisio Bertone. “Ho lavoro da sbrigare”, confidava a monsignori e ospiti che gli chiedevano perché non si prendesse qualche giorno per fuggire dalla calura romana. La prima enciclica, la Lumen fidei scritta a quattro mani con il predecessore, è stata pubblicata poco più di un mese fa.

24 AGO 2013

Il Papa e l’impossibile rivoluzione dell’ecclesia non reformanda

“Provate a immaginare per un attimo un presidente democratico degli Stati Uniti appena eletto che per dare una sterzata progressista al paese è costretto a pescare i membri della sua Amministrazione solo tra le file del Partito repubblicano”. Un controsenso, una garanzia di sicuro fallimento, un’idiozia. E’ l’esempio che Damon Linker, ex redattore della rivista cattolica First Things e autore del saggio “The Theocons – Secular America under siege”, usa per spiegare in un lungo articolo sull’ultimo numero del New Republic (che alla novità rappresentata da Bergoglio dedica la copertina) perché Papa Francesco non riuscirà a cambiare la chiesa. Francesco rivoluzionario pronto a cambiare tutto e subito? Sbaglia, chi pensa ciò.

22 AGO 2013

La triste tela di Penelope delle suore americane, il Vaticano non dà più filo

Alla fine, l’incontro con i vertici della Leadership Conference of Women Religious (Lcwr), l’associazione che riunisce la gran parte delle suore americane, ha  permesso “uno scambio profondo e franco di punti di vista”. Non dice molto di più la nota firmata da monsignor J. Peter Sartain, arcivescovo di Seattle e delegato della Santa Sede a sovrintendere alla riorganizzazione dell’organismo da anni in lotta con Roma su questioni che il Vaticano ha definito “inconciliabili con il Magistero della chiesa cattolica”. La vicenda è nota: le agguerrite religiose d’Oltreoceano capitanate da suor Florence Deacon, hanno assunto posizioni in chiaro contrasto con la dottrina cattolica su aborto, contraccezione, ordinazione delle donne e omosessualità.

21 AGO 2013

Curia d’agosto

Il Papa senza ferie ha già pronta la grande riforma

“La riforma della curia ci sarà” e si tratterà di qualcosa di “importante”. Non si tratta più di indiscrezioni giornalistiche né di anticipazioni rivelate da anonime fonti dei sacri palazzi sulle prossime mosse autunnali di Papa Francesco. A dirlo, nella tranquillità di Rocamadour, uno dei “plus beaux villages de France”, è il cardinale Marc Ouellet, prefetto della congregazione dei Vescovi. E’ lì, in occasione della festa dell’Assunzione, che il porporato canadese, già arcivescovo di Québec e strettissimo collaboratore di Benedetto XVI (è membro associato della rivista Communio, creatura di Ratzinger e Von Balthasar), ha spiegato che Bergoglio ha le idee ben chiare su ciò che dovrà cambiare nella gestione del governo vaticano.

20 AGO 2013

Inconsolabili suore americane polemizzano con Francesco sul sacerdozio in tailleur

“Il Papa ha detto che la questione dell’ordinazione delle donne è un capitolo chiuso perché così ha deciso Giovanni Paolo II? Beh, Giovanni Paolo II è morto”. Non usa eleganti perifrasi suor Theresa Kane, già presidente della Leadership Conference of Women Religious (Lcwr) alla fine degli anni Settanta. Tornano alla carica, le suore ribelli americane, da più di un anno e mezzo finite nel mirino della congregazione per la Dottrina della fede per alcune posizioni considerate ben poco ortodosse. Speravano che con la rinuncia di Benedetto XVI, il severo teologo già capo del Sant’Uffizio per più di un ventennio, tutto potesse cambiare.

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