Fiacco esordio del Preside. Non una parola sulla grande crisi europea Spiace doverlo dire, non per ipocrisia, ma la discesa degli onest’uomini nell’areopago, e il discorso da incaricato di pubblico servizio del Preside del Consiglio, è stata una prova estremamente deludente. Il professor Monti promette di rimettere l’Ici sulla prima casa e di disboscare qualche privilegio previdenziale, e sono promesse di contenuto finanziario e fiscale modesto; promette inoltre vaghezze riformiste e liberalizzanti sul mercato del lavoro, insieme a carrettate di parole vuote su equità, donne e giovani. 17 NOV 2011
Pessimo esordio Spiace doverlo dire, non per ipocrisia, ma la discesa degli onest’uomini nell’areopago, e il discorso da incaricato di pubblico servizio del Preside del Consiglio, è stata una prova estremamente deludente. Il professor Monti promette di rimettere l’Ici sulla prima casa e di disboscare qualche privilegio previdenziale, e sono promesse di contenuto finanziario e fiscale modesto; promette inoltre vaghezze riformiste e liberalizzanti sul mercato del lavoro, insieme a carrettate di parole vuote su equità, donne e giovani. 17 NOV 2011
Il governo del preside, il consiglio di facoltà Monti ha presentato il suo governo. Un gruppo di onest’uomini, con qualche notevole sentore di trasversalismo e di collegamenti indiretti con le lobby politico-economiche, si mette al servizio del nulla programmatico, che verrà illustrato in Parlamento a breve ma non è stato oggetto di una discussione nè con i cittadini (chiamasi campagna elettorale) né con i partiti (chiamansi consultazioni: quelle della Repubblica defunta nel 1993 erano in fondo una cosa più seria). 16 NOV 2011
Spread, la grande menzogna è saltata Proposta: fiducia a Monti solo se dice di no a una Bce tedesca La grande menzogna è saltata. In modo drammatico, ora per ora. I numeri dicono che l’attribuzione di una crisi del debito italiano alla credibilità fragile del governo Berlusconi era una mascalzonata propagandistica di cui gli italiani potrebbero essere chiamati a breve a pagare il conto. Non era così. Il debito pubblico aggredito non è solo quello italiano, e il contagio riguarda tutti, è una malattia destinata a diventare cronica e poi rovinosa del sistema della moneta comune europea. Leggi Ricordate i Piigs? Cinque ragioni per cui votare in Italia non era una follia di Claudio Cerasa 16 NOV 2011
Proposta: fiducia a Monti solo se dice di no a una Bce tedesca La grande menzogna è saltata. In modo drammatico, ora per ora. I numeri dicono che l’attribuzione di una crisi del debito italiano alla credibilità fragile del governo Berlusconi era una mascalzonata propagandistica di cui gli italiani potrebbero essere chiamati a breve a pagare il conto. Non era così. Il debito pubblico aggredito non è solo quello italiano, e il contagio riguarda tutti, è una malattia destinata a diventare cronica e poi rovinosa del sistema della moneta comune europea. 15 NOV 2011
Democrazia autoritaria d'alto stile L’Italia è ufficialmente un’espressione geografica, un paese in cui il problema del rendimento eccessivo dei titoli di stato, che non dipende da un debito insolvente ma dal “miserabile fallimento” del governo dell’euro (New York Times), si trasforma nella sospensione della democrazia politica. Invece di contrattaccare in Europa, formare un comitato parlamentare bipartisan di gestione degli affari correnti, e indire nuove elezioni per decidere il nostro destino, abbiamo intrapreso la solita danza delle lobby, distruggendo diciassette anni di maggioritario, di regole nuove, di potere democratico. 14 NOV 2011