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Come resistere al Caimano

Letta, Napolitano, l’anti rupture e la vera storia di come è nato l’incarico

Nuovo e vecchio. Giovane e anziano. Destra e sinistra. Zio e nipote. Rottamati e rottamatori. Direzione e controdirezione. Rupture e antirupture. Il film dell’investitura di Enrico Letta a presidente del Consiglio incaricato comincia lo scorso 25 febbraio con una dura telefonata di Giorgio Napolitano e si conclude 58 giorni dopo con una promettente stretta di mano tra il capo dello stato e il vicesegretario del Pd. In questo lungo arco di tempo nel centrosinistra è successo di tutto (azzeramento di un gruppo dirigente, dissoluzione di una coalizione, dimissioni del segretario, lotte intestine, candidature bruciate, pugnalate alle spalle). Leggi Ritratto di un premier da cucciolo di Mattia Feltri - Editoriale Un governo oltre la necessità - Maroni: "Faremo un'opposizione di stimolo al governo"

25 APR 2013

Verso un presidente esecutivo

Napolitano, le mosse Pd e tutti gli ostacoli per le larghe intese di Amato

Dopo cinquantasette giorni di attesa, due fondatori del Pd impallinati, un gruppo dirigente azzerato e un interminabile tentativo di realizzare un governo Bersani-Grillo-Casaleggio, verso le otto di sera Giorgio Napolitano, al termine di una veloce giornata di consultazioni, ha comunicato al vicesegretario del Pd Enrico Letta che svelerà oggi il nome scelto per dare al paese una nuova guida e un nuovo governo. Alla fine della giornata di ieri l’unica certezza è che il profilo sul quale è intenzionato a puntare il presidente della Repubblica assomiglia poco a quello di Matteo Renzi (la cui candidatura si è indebolita nel corso del pomeriggio, dopo il no arrivato da Silvio Berlusconi) e sembra essere più simile a quello di Giuliano Amato. Merlo L’altra luna del Cav.

24 APR 2013

Parlano Fassino e Orfini

Renzi a Palazzo Chigi

“Dopo un discorso simile c’è solo da agire. Senza perdere tempo. Senza spirito di fazione. E pensando solo ai problemi del paese”. Le parole utilizzate ieri da Enrico Letta al termine del primo discorso pronunciato da Re Giorgio Napolitano da nuovo presidente della Repubblica sintetizzano bene la condizione in cui oggi si ritroverà il Pd durante la direzione convocata al Nazareno per mettere a fuoco la linea da seguire nelle prossime complicatissime ore in cui i democratici dovranno trovare un modo per evitare che, in vista dell’imminente governo e in vista dell’imminente rinnovo dei vertici del partito, la pentola a pressione del Pd si trasformi in una bomba a orologeria. Merlo Fin dove può osare Berlusconi tornato decisivo nel gioco di Palazzo Chigi - D’Alema, i centouno voti contro Renzi e la giravolta di Vasco Errani

23 APR 2013

Tra Palazzo Chigi e governo

Le partite incrociate di Renzi e Letta (tendenza Napolitano) nel marasma del Pd.0

Sul traballante galeone del Partito democratico la rielezione di Giorgio Napolitano ha avuto l’effetto di indirizzare il Pd su una rotta che rappresenterà la nuova stella polare del centrosinistra post bersaniano. La rotta indicata dalla scelta di Napolitano, come è stato evidente già da prima dell’elezione del nuovo capo dello stato, ha infatti costretto il Pd a fare i conti con quella che improvvisamente era diventata la grande tentazione di una buona parte della classe dirigente del partito.

22 APR 2013

Il prodicidio, la resa di Bersani, le tracce dei franchi tiratori

Il no a Prodi, le dimissioni di Bersani, l’addio di Bindi, la balcanizzazione del Pd, la sconfitta di Renzi, la rottamazione della vecchia classe dirigente e probabilmente non finisce qui. Bum! Sono le dodici e trenta, siamo a Montecitorio, è venerdì mattina, i gruppi del centrosinistra hanno da poco votato all’unanimità il nome di Prodi come nuovo candidato per il Quirinale e per la prima volta in tutti i capannelli di deputati e senatori del Pd in Transatlantico si comincia a sussurrare quello che sarebbe accaduto qualche ora più tardi al termine della clamorosa quarta votazione.

20 APR 2013

Prima delle quirinarie

Bersani, i pugnali, il dramma dell’abbraccio al Caimano

Il sapore della sconfitta incassata ieri mattina da Pier Luigi Bersani al termine della prima drammatica votazione per il rinnovo della presidenza della Repubblica non deriva da una semplice insurrezione che il corpaccione ribelle del Partito democratico ha voluto manifestare, bocciando con numeri clamorosi il nome scelto dal segretario per cercare una larga condivisione con il centrodestra sul successore di Giorgio Napolitano; ma nasce soprattutto dalla strategia per molti versi autolesionista portata avanti dal leader del centrosinistra dal giorno successivo alla “non vittoria”.

19 APR 2013

Il Pd, Marini e la trama di D’Alema per prepararsi al caos

Fino a ieri pomeriggio – ovvero fino a poche ore prima che Bersani consegnasse a Berlusconi la rosa dei candidati per il Quirinale, con Franco Marini in testa – sul percorso seguìto dal Pd per arrivare all’elezione del successore di Napolitano molte delle impronte lasciate sul terreno continuavano ad avere l’inconfondibile forma di Massimo D’Alema. Formalmente, il nome dell’ex premier non è mai stato in cima alla lista dei quirinabili, e nell’ottica di Bersani ha rappresentato solo una soluzione d’emergenza da utilizzare in caso di fallimento delle trattative sui due veri candidati del segretario: prima Giuliano Amato e ora, come confermato ieri sera da Pier Luigi Bersani, Franco Marini.

18 APR 2013

Leader incartati

Il Pd scopre che sul Quirinale anche Renzi ha un piano B

A ventiquattr’ore dalla convocazione dei grandi elettori che da domani mattina si riuniranno a Montecitorio per scegliere il nome del successore di Giorgio Napolitano, i segnali che arrivano dall’interno del Pd, e soprattutto dall’effervescente (eufemismo) fronte renziano, indicano che dietro alla battaglia combattuta in questi giorni dal sindaco di Firenze in vista del rinnovo del Quirinale esistono due partite parallele che ancora non sono perfettamente emerse alla luce del sole. Una partita più di bandiera, e per questo sbandierata, e l’altra invece più di sostanza, e per questo meno sbandierata.

17 APR 2013

Chi uscirà vincitore dalla lite tra Renzi e Bersani - Il commento di Claudio Cerasa

Ascolta e guarda il commento

15 APR 2013

Chi uscirà vincitore dalla lite tra Renzi e Bersani

15 APR 2013
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