Foto ANSA

ANDREA'S VERSION

Gratteri e il linguaggio dei segni

Andrea Marcenaro

Con soltanto 423 innocenti sbattuti in galera per ora, ma contiamo di più in futuro, sembrerebbe evidente che il dottorissimo Nicola Gratteri non sappia parlare attraverso gli atti come toccherebbe a un magistrato. Con le troppe cazzate esibite a reti unificate dai Gramellini, i Damilano, le Gruber, i Floris, i Formigli, le Berlinguer, i Ranucci e i Fazio, tutti comprensibilmente compiaciuti fino a ieri e al momento (al momento) tutti ritrosi, con quelle troppe cazzate in libertà, si diceva, ribadite anche meglio al Foglio per la penna della nostra amatissima Ginevra Leganza, ecco, sembrerebbe ora evidente come il dottore non sappia parlare nemmeno attraverso le parole. Sarà abbastanza motivato per tratteggiare sbarre o pubbliche gogne col linguaggio dei segni?

 

Di più su questi argomenti:
  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.