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Non tocca alla Biennale intervenire negli affari interni di ogni paese

Andrea Marcenaro

E’ del tutto legittimo, ma anche di più, che il presidente della Biennale inviti alla sua manifestazione tutti i paesi che sanno esprimere una cultura. E’ altrettanto legittimo che il presidente della Biennale consideri cultura, perciò stesso  ammirabile (letteralmente), anche quella di paesi dove, tra innumerevoli dissidenti plebei, vengano ammazzati perfino alcuni giovani scelti che avrebbero potuto presenziare a Venezia. E non potranno. Sarà dura, ma è legittimo. Non tocca alla Biennale intervenire negli affari interni di ogni paese. Guai: la cultura sciita impicca le ragazzine? Giusto darle spazio.

Un’altra cultura, quella di Putin, invade e ammazza altre culture tappando bocche e cuori  ai propri intellettuali?  Pazienza, e lo si consideri  un passo avanti:  Venezia come l’Onu, la quale sa eleggere un islamista a capo della Commissione diritti delle donne. Si chiama cultura democratica, la maggioranza vince, ciò che non solo è giusto, è quasi estetizzante e in quasi coerenza con l’ultima gestione. Il solo appunto che si potrebbe fare a Pietrangelo Buttafuoco, presidente di valore e figlio recente delle Uova del Drago, è quello di presentare la sua scelta come occasione di tregua per tutti i paesi. Per tutti. Non solo è inestetico, sembra moltissimo badogliano.

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  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.