Foto Epa, via Ansa

Andrea's Version

Breve manuale di sopravvivenza europea

Andrea Marcenaro

Non aspettare nuovi Obama, non fidarsi dei dialoghi divini, guardare l’orologio: mentre i potenti tatticheggiano, i piccoli tremano e chiedono solo di essere ascoltati

Lettera di un impaurito pidocchio alle loro Maestà che dirigono l’Europa. Comprarsi un orologio. Non illudersi troppo sulla fine di Trump, ne verrà un altro somigliante. Aprire bene le orecchie, mai sperare in una seconda vispa teresa sul genere Obama. Evitare, cioè, di sperare un’altra volta nel nuovo campionissimo a stelle e strisce il quale, ascoltato l’orso russo che aveva mostrato gli unghioni all’occidente (tribuna dell’Onu, 2015, ma li mortacci sua), responsabilmente rispose: “Vladimir, ce l’hai con me? Andiamo a cena, dai”. E giù, l’universo dei virtuosi col culo al caldo, ad acclamare le allucinazioni di Dio Dialogo. Poi chiariamo: non si tratta di fare le pulci ai capi europei eredi della grande Merkel (il gas è gas), né ai (diciamo possenti) padri tedeschi o francesi, per quanto roditori, questi ultimi, di ogni tipo di welfare. No. Si tratta semplicemente di una supplica perché le loro Maestà, impegnate in questa estenuante fase tattica, tengano presente che noi pidocchi, strategici per necessità, stiamo cagandoci addosso. 

Di più su questi argomenti:
  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.