Il giorno della Memoria

Andrea Marcenaro

Inaudite immagini di corpi ammonticchiati tornano alla mente nel giorno dedicato, e partenze piombate, e monti di scarpe, o di capelli e di denti

Solennemente cade, come tutti gli anni, il giorno della Memoria. Partono le scolaresche verso Aushwitz guidate da insegnanti forse “deportati”, perché no con la kefiah. Racconta, l’ex fascista intervistato, quali molte e buone opere abbia compiuto Mussolini fino a quelle leggi razziali del ‘38, francamente indecenti. Ottimo l’editoriale del Corriere su Exodus, perfino più indignato quello su Repubblica. Inaudite immagini di corpi ammonticchiati tornano alla mente nel giorno dedicato, e partenze piombate, e monti di scarpe, o di capelli e di denti. L’Acutil, farmaco diffuso in Europa, aiuta a ricordare come sia opportuno, in questo giorno dell’anno, dimenticare le martellanti campagne contro gli ebrei in odore di nazismo (tutti, da Ben Gurion, a Peresh, a Sharon, da Barack a Rabin, dalla Meir a Netanyahu, dal ’48 al ’67, al ’73, all’’82, al ’93, al 2000, al 2005 e successivi). Con cuore più leggero, giammai antisemita, al massimo antisionista, la suddetta massa di colli torti si attrezzerà per celebrare nei prossimi 364 giorni la quotidiana Memoria di Fatah, più Hamas, finalmente riunificati nel nome dei coltelli. Meglio ancora dei tir.

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  • Andrea Marcenaro
  • E' nato a Genova il 18 luglio 1947. E’ giornalista di Panorama, collabora con Il Foglio. Suo papà era di sinistra, sua mamma di sinistra, suo fratello è di sinistra, sua moglie è di sinistra, suo figlio è di sinistra, sua nuora è di sinistra, i suoi consuoceri sono di sinistra, i cognati tutti di sinistra, di sinistra anche la ex cognata. Qualcosa doveva pur fare. Punta sulla nipotina, per ora in casa gli ripetono di continuo che ha torto. Aggiungono, ogni tanto, che è pure prepotente. Il prepotente desiderava tanto un cane. Ha avuto due gatti.