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Corsi e concorsi della storia

Spiegando a quelli della Lega i vantaggi d’immagine di un’operazione simpatia, in agosto sarebbe facilissimo attirare le pallide schiere teutoniche, invece che ad arrostire nelle solite affollatissime spiagge romagnole, sulle esclusive rive pavesi del Ticino. Così.

21 Giugno 2010 alle 00:00

Venerdì scorso sono passati settant’anni da quando alle otto di sera del 18 giugno 1940 De Gaulle lanciava dai microfoni della BBC il famoso appello con cui invitava tutti i Francesi a unirsi alle forze della France Libre per combattere contro i nazisti, perché “Qualunque cosa accada, la fiamma della resistenza francese non deve spegnersi e non si spegnerà”. Ed ecco che quelli dell’Eurostar, il treno che passando sotto la Manica mette in comunicazione in poco più di due ore Londra e Parigi, si sono inventati un’iniziativa che ha in sé la scintilla della genialità. In un certo numero di cabine telefoniche disseminate per la capitale francese (indicate poco prima attraverso internet) è suonato il telefono e chi ha risposto ha potuto sentire la voce del generale che leggeva l’appello alla resistenza. Alla fine del messaggio è stato comunicato un codice che, inserito nella pagina Facebook dell’Eurostar, permetterà di vincere un certo numero di viaggi per Londra.

Chi si occupa di comunicazione e di marketing non può non restare ammirato dalla brillantezza dell’idea, anzi, come si dice in quegli ambiti strenuamente anglofili, dalla smartness. La pubblicità si appropria della storia. Certo, non è la prima volta. Alcuni spot nostrani hanno fatto la parodia di svariati personaggi ilustri, per la verità con toni non sempre sofisticatissimi - c’era perfino un Dante Alighieri che scriveva la Divina Commedia su un solo rotolo di carta igienica, a dimostrarne la lunghezza - ma non bisogna essere degli specialisti per capire che nel caso dell’Eurostar ci muoviamo a un ben superiore livello concettuale.

Qui non si mette in burletta una figura storica, qui si trasforma in testimonial un protagonista del Novecento e si utilizza uno dei momenti più gloriosi della storia di Francia per invogliare i parigini a fare un salto a Londra con il treno. Semplice e geniale. Ma la cosa è destinata a essere un’intuizione che si è esaurita nel breve volgere di un giorno oppure è solo il primo atto di un format da declinare in altre ricorrenze salienti?

Probabilmente sarà un episodio destinato a non ripetersi, tuttavia, in Italia, con la storia che abbiamo alle spalle e con tutta la gente che è passata dalle nostre parti nel corso dei millenni, dovremmo fare tesoro dell’esempio anglo-francese: sono sicuro che coinvolgendo gli operatori del turismo e, a vario titolo, le componenti sociali, economiche e politiche avremmo un’occasione unica per riqualificare l’immagine del Belpaese. Certo, ci vorrebbe un po’ più di creatività e di spregiudicatezza di quante non ne siano state usate creando www.italia.it, il sito ufficiale del Turismo in Italia, che è divertente come un telegiornale polacco degli anni ’60. Ecco qualche spunto a puro titolo esemplificativo.

Spiegando a quelli della Lega i vantaggi d’immagine di un’operazione simpatia, in agosto sarebbe facilissimo attirare le pallide schiere teutoniche, invece che ad arrostire nelle solite affollatissime spiagge romagnole, sulle esclusive rive pavesi del Ticino, in occasione della ricorrenza della caduta dell’Impero Romano d’Occidente a opera di Odoacre. Naturalmente, nei mesi precedenti nelle città della Germania dei corner in forma di Carroccio, animati dalle concorrenti di Miss Padania, avranno già fatto conoscere ai locali la cassoeula e la busecca; alle digestioni più rapide subito un trekking premio in costume vichingo alle sorgenti del Po e tra tutti i degustatori mille biglietti aerei estratti a sorte per assistere a Legnano all’anteprima mondiale del nuovo docufilm di Renzo Martinelli “Italia-Germania 3 a 4”, sulla vera storia della partita del Maracanà.

Con opportuni accorgimenti anche il turismo interno potrebbe essere stimolato. All’approssimarsi del 9 settembre verrebbe naturale pensare a un’operazione mirata al monarchici di Roma. Pensate all’effetto di un’elegantissima pergamena antica delle ProLoco di Pescara e di Brindisi che inviti alla rievocazione storica del viaggio che i Savoia fecero nel ’43 subito dopo l’armistizio. La partenza avverrà in auto alle primissime luci dell’alba, con aristocratica discrezione, e durante il tragitto sarà effettuata una dimostrazione promozionale di parure di diamanti a cura di una nota società sudafricana. Inoltre, tra tutti i partecipanti sarà sorteggiato un titolo nobiliare riconosciuto dalla Società Araldica del Lichtenstein. Ritorno a Roma dopo il 25 aprile. Certo, è una strategia di nicchia che si rivolge a un target ristretto, ma con alta capacità di spesa. Con un minimo di investimento nel giro di qualche anno il basso Adriatico potrebbe diventare più chic di Biarritz.

E, per finire, anche il Vaticano avrebbe modo di fare la sua parte, magari in comarketing con il comune di Roma. Per esempio, il prossimo 6 maggio sarebbe ovvio capitalizzare la ricorrenza del Sacco di Roma. 484 anni dopo il 6 maggio 1527, si potrebbe trasformare l’immagine un po’ appannata della chiesa cattolica - a seguito delle note vicende di pedofilia tra i sacerdoti - in una grande opportunità di comunicazione. Che so, ne butto là una, organizzando in tutti i Länder protestanti di Germania una Santa Riffa con in palio una splendida gita per quattordicimila bambini luterani a Roma. Pranzo sociale sotto le mura di Castel Sant’Angelo. Naturalmente, al sacco.

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