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La prossima rivoluzione industriale è l’auto del futuro, e la Bmw è a caccia di idee nella Silicon Valley

Adesso sempre più investimenti sono rivolti ad aziende californiane, e dev’essere stato questo il motivo della decisione di spostare la sede sulla costa ovest

1 Dicembre 2016 alle 06:00

Bmw

(foto LaPresse)

Bmw punta 500 milioni di euro su Silicon Valley. Non per la produzione, per carità, che rimane sparsa per il mondo, e ormai forse sempre meno strategica, bensì per la divisione Bmw iVentures, un vero e proprio fondo di venture capital che il gruppo bavarese ha aperto nel 2011 per investire nelle startup più interessanti del settore automobilistico e che adesso viene spostato a San Francisco, e quintuplicato nella sua dotazione finanziaria. Lo ha annunciato nelle ultime ore Peter Schwarzenbauer, membro del board del gruppo tedesco. “L’innovazione arriva sempre più dalle start-up e noi vogliamo investire nella nuova location di Silicon Valley” ha detto il manager responsabile dei marchi Bmw moto, Mini e Rolls Royce. Il fondo Bmw iVentures era stato fondato cinque anni fa a New York e nel frattempo ha investito in 15 realtà innovative del settore dei trasporti: tra queste, la piattaforma tecnologica Ridecell che “motorizza” a sua volta ReachNow, il sistema di car sharing di lusso che Bmw ha lanciato per ora a Seattle e Portland, una Uber di lusso con sole vetture bavaresi. Altro investimento strategico è quello nella californiana Chargepoint, attualmente la più grande fornitrice chiavi in mano di stazioni di rifornimento per auto elettriche, con 31.000 postazioni nel mondo. L’ultimo investimento riguarda invece la start-up Carbon 3D, che realizza stampanti tridimensionali in grado di costruire prototipi di parti motoristiche con precisione impressionante.

Adesso sempre più investimenti sono rivolti ad aziende californiane, e dev’essere stato questo il motivo della decisione di spostare la sede sulla costa ovest: “La mobilità del futuro e il nostro settore vengono definiti dal cambiamento tecnologico sempre più veloce” dice il responsabile sviluppo Bmw Klaus Fröhlich. “Chiunque voglia avere successo deve avere accesso alle idee migliori”. L’idea di Bmw è di realizzare innovazione acquistando quote minoritarie in realtà appena nate, accaparrandosi le idee più innovative, dall’altra parte assicurando ai propri partner accesso a innovazione, risorse finanziarie, expertise della casa automobilistica che proprio quest’anno celebra i cento anni dalla nascita. Non è un caso che anche Bmw sia arrivata in Silicon Valley, dove, tra il car sharing di Uber e Lyft, l’elettrica Tesla, le auto senza conducente di Google e la grande novità attesa da Apple, si sta combattendo quella che sarà probabilmente la prossima rivoluzione industriale, l’auto del futuro, che porterà secondo le analisi di Morgan Stanley la più grande “disruption” del mercato degli ultimi 100 anni, con un valore potenziale di 10 trilioni di dollari.

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Commenti all'articolo

  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    30 Novembre 2016 - 21:09

    "Dieci trilioni di milioni" sono dieci volte un milioni di bilioni, vale a dire dieci milioni di miliardi, se non mi sono perso. E qui l'economia cede il passo alla filosofia. Se non alla metafisica.

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