La sua elezione è un premio alla carriera, ma non è certo un traguardo perché il difficile comincia adesso: se il calcio italiano ha giocato la sua ultima partita ad un mondiale il 24 giugno di 12 anni fa, la colpa non può essere solo di chi in questi anni è stato presidente della federazione. A dover cambiare è il sistema, e il neopresidente sa molto bene che non potrà farlo da solo. Il gioco di squadra è il suo forte