Malagò: "La Figc? Ci sto riflettendo. La politica si occupi di sport, ma non lo occupi"

"Più di qualcuno mi aveva chiamato già prima della Bosnia" ha detto l'ex presidente del Coni al Foglio a San Siro. "Ho già incontrato allenatori e giocatori, a breve sarà la volta dei presidenti delle altre leghe dopo averli già contattati telefonicamente"

di
16 APR 26
Ultimo aggiornamento: 12:47 PM
Immagine di Malagò: "La Figc? Ci sto riflettendo. La politica si occupi di sport, ma non lo occupi"

Foto Fabio Bozzani

Aveva vagheggiato una vacanza. Invece, a Olimpiadi e Paralimpiadi appena finite, il telefono di Giovanni Malagò ha iniziato a squillare. Erano i presidenti della Lega Serie A, alla ricerca di qualcuno che rilanci il calcio italiano. “Più di qualcuno mi aveva chiamato già prima della Bosnia”, rivela all'evento del Foglio a San Siro.
Si può già parlare dell'ex presidente del Coni come candidato alla Federcalcio? “No, ci sto riflettendo”, giura il diretto interessato. “Ma quando, in un ambiente tradizionalmente diviso come il calcio italiano, ti vengono a cercare 19 presidenti, è doveroso cogliere il segnale”.
La riflessione si accompagna a una campagna elettorale già abbozzata: “Ho già incontrato allenatori e giocatori, a breve sarà la volta dei presidenti delle altre leghe dopo averli già contattati telefonicamente. L'impressione è che le componenti tecniche siano propositive”. Anche perché l'interlocutore non chiude affatto al coinvolgimento di un giocatore: “Non ho pensato a nessuno nello specifico, ma non mi vengono in mente presidenti federali che non abbiano coinvolto ex atleti, anche per un semplice fatto tecnico. Credo che gli ex calciatori abbiano qualcosa da dare”.
Calciatori sì dunque. E i politici? Claudio Lotito, parlamentare di Forza Italia, è l'unico presidente di Lega a essersi opposto alla mozione Malagò. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha detto che servono più cambi di sistema che non di uomini. “Condivisibile, una persona non può incidere se attorno a lui resta tutto inalterato. È un dato oggettivo che il sistema vada rivisitato, non credo però che le persone passate finora in Federazione abbiano fatto solo del male”. Nessun attacco diretto a Gravina, presidente dimissionario. D'altronde Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, ha detto che Malagò è troppo simpatico per fare le riforme che servono. “Lo ringrazio, è una delle prime volte che mi fa un complimento”, la replica. Simpatica ma ferma: “Le cose si possono fare a colpi d'ascia o, come ho sempre dimostrato, con l'abilità di convincere qualcuno a fare un passo indietro e qui entra in gioco la mia credibilità”.
Una credibilità rafforzata da Milano-Cortina 2026: “Al Cio mi hanno fatto i complimenti per come abbiamo resistito a quattro governi e ministri diversi. Ma io sempre ho sostenuto che la politica si deve occupare dello sport, senza però occuparlo. Vale soprattutto per il calcio”. Anche se la politica è quella che non lo ha confermato al Coni: “Io al mattino penso sempre a come andare d'accordo con qualcuno, altri più ad aprire un fronte, a costo di andare contro gli interessi generali. Ma io ho lavorato benissimo con molti esponenti dell'attuale governo, al massimo è solo qualcuno che ce l'ha con me”. Altrimenti, se non sarà il calcio, saranno altre Olimpiadi: “Il presidente della Lombardia Fontana ha già detto che conta su di me per il 2036”.