Gabriele Gravina si è dimesso da presidente della Figc

Alla seconda mancata qualificazione della Nazionale italiana ai Mondiali della sua gestione, il numero uno del calcio italiano si è fatto da parte. Le nuove elezioni il 22 giugno. Lascia anche Gianluigi Buffon
di
2 APR 26
Ultimo aggiornamento: 02:29 PM
Immagine di Gabriele Gravina si è dimesso da presidente della Figc

Foto Ansa

Dopo la seconda mancata qualificazione della Nazionale italiana alla fase finale dei Mondiali da quando è diventato presidente della Federazione italiana giuco calcio, Gabriele Gravina ha rassegnato le sue dimissioni. Gravina "ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell'Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell'Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall'incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l'Assemblea Straordinaria Elettiva della Figc per il prossimo 22 giugno a Roma", ha scritto la Figc in un comunicato.
Dimissioni doverose, quelle di Gravina. Arrivate però a solo un anno dalla sua rielezione con il 98,7 per cento dei voti favorevoli. Una rielezione arrivata per mancanze di alternative. Nessuno nel febbraio del 2025 aveva provato a sfidarlo, lui non si aveva ritenuto di farsi da parte. Riteneva di aver fatto un buon lavoro, diceva che nel suo secondo mandato aveva vinto l'Europeo, che il calcio italiano era in ripresa. Lo diceva con la convinzione di chi ci credeva davvero. Credeva soprattutto che la mancata qualificazione alla Coppa del mondo del 2022, quella arrivata dopo la sconfitta contro la Macedonia del Nord nella semifinale playoff fosse soltanto un incidente di percorso.
Perché a nessuno fosse venuto in mente che quella mancata qualificazione non fosse soltanto un incidente di percorso non è chiaro. Eppure di indizi ce ne erano eccome.
E non è chiaro nemmeno il perché nessuno abbia provato a contendere la poltrona presidenziale a Gravina nel febbraio 2025. Il rischio di essere investito da un nuovo fallimento era troppo alto, dicono alla Figc. "In fondo Gravina faceva comodo a tutti, era il perfetto parafulmine. La possibilità di fallire anche questi Mondiali era alta già un anno fa e chi avrebbe potuto iniziare un nuovo ciclo ha preferito aspettare", commenta chi alla Federcalcio sta da un bel po' di anni e "di cose ne ho viste".
In fondo Gabriele Gravina era il perfetto procrastinatore. In fondo l'Italia è “il paese che ha reso naturale la procrastinazione, che ha istituzionalizzato la decisione all'ultimo minuto utile”, scrisse sul Messaggero l'economista Federico Caffé.
Gravina è un uomo paese. L'uomo capace di lasciare passare gli eventi, non turbare equilibri esistenti. Dal 16 ottobre 2018, il giorno della sua prima elezione, a oggi infatti ha rinviato a data da destinarsi qualsiasi decisione. Pure quella di fare a meno di Luciano Spalletti, il ct che ormai nessuno ascoltava nello spogliatoio Azzurro.
Forse c'ha pure provato Gabriele Gravina a cambiare lo status quo del calcio italiano. Aveva distribuito compiti e analisi. Li ha ascoltati, li ha messi da parte. Pure quelli rinviati a data da destinarsi. Aveva addirittura ritirato fuori dal cassetto il progetto di 900 pagine che Roberto Baggio elaborò nel 2011 per riformare il settore giovanile. Lo archiviò di nuovo.
Gravina "ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano. Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo", ha scritto la Figc. La speranza è che venga invitato. Sarebbe interessante sapere la sua versione sullo stato di salute del calcio italiano.
Anche Gianluigi Buffon ha annunciato le sue dimissioni da capo delegazione della Nazionale italiana. "Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo", ha scritto.