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L’intelligenza artificiale a servizio dell’e-commerce

Ecco quali app possono diventare validi sostegni per venditori al dettaglio e brand

19 Ottobre 2017 alle 06:12

L’intelligenza artificiale a servizio dell’e-commerce

Foto di Joe The Goat Farmer via Flickr

Durante l’arco della giornata, Amazon cambia 2,5 milioni di prezzi, 8.680 ogni cinque minuti. Un singolo prodotto lo cambia otto volte al giorno. Come mai? L’80 per cento delle persone che acquista online sceglie un negozio in base solo al prezzo. Con prezzi così volatili, è una sfida e una ricerca senza senso per un e-commerce determinare il corretto prezzo di mercato. A questo problema, due ingegneri con esperienza di oltre dieci anni in campo di vendita online, Davide Lugli e Maximilian Lanaro, hanno creato Competitoor, una tecnologia che raccoglie in maniera automatica i prezzi del mercato ogni giorno. Questo software d’intelligenza artificiale raccoglie ogni giorno 25 milioni di prezzi da più di 18 mila siti.

 

Fondata due anni fa, con un bilancio in attivo già dal primo anno con tre persone nel team, la startup ora festeggia l’aumento di capitale di 469 mila euro con una squadra formata da dieci persone, tutti tecnici della provincia di Modena, ottenendo una valutazione di 2,5 milioni di euro. Il fondo high-tech di Primomiglio spa Sgr, Barcamper Ventures ha deciso di investire in quest’ avventura e al termine dell’operazione avrà il 14,18 per cento del capitale di Competitoor, H-Farm il 13,92 per cento e Alterego srl il 3,81.

 

Dalla sua fondazione, ha raccolto 600 mila euro, entrando nel portafoglio delle startup di H-farm con il suo programma di accelerazione.

 

Davide Lugli spiega al Foglio che “i fondi verranno utilizzati per conquistare il mercato europeo, siamo già leader in Italia, ma puntiamo a espanderci velocemente”. Il servizio di Competitoor supporta i venditori al dettaglio e i brand per sfruttare appieno le strategie di prezzo e riuscire ad aumentare le vendite, ottenendo un incremento nei margini dall’8 fino al 20 per cento. I brand, inoltre, possono controllare che non vengano esposti prezzi inferiori a quelli prestabiliti, riuscendo a proteggere efficacemente i propri prodotti. L’abbonamento del servizio è annuale e il prezzo dipende dalla quantità dei prodotti e il numero di mercati da controllare.

  

Davide Lugli illustra i prossimi passi per lo sviluppo di un servizio sempre più completo: “Vogliamo andare a fornire ulteriori informazioni nel settore della moda con la possibilità di confrontare prodotti con caratteristiche simili, usando come parametro ad esempio borsa in pelle con tasca interna e tracolla. E puntiamo ad aggiungere non solo l’andamento dei prezzi ma anche quello delle parole chiave”.

 

Un mercato molto allettante, dunque, in cui inserire nuovi servizi. Gli acquisti nell’abbigliamento, secondo l’Osservatorio e-commerce B2C, nel 2017 sono cresciuti del 28 per cento, che poi è la stessa percentuale registrata nei settori di informatica e tecnologia, raggiungendo 2,5 miliardi di euro, non solo grazie al fashion ma anche al mass market. Lugli continua: “Nel prossimo futuro, poi, vogliamo implementare l’utilizzo della machine learning all’interno del nostro software per fornire delle risposte aggiuntive sull’andamento dei prezzi e poter esplorare più a fondo come il mercato ha reagito”. Il machine learning, l’apprendimento automatico dell’intelligenza artificiale è una delle tecnologie in maggiore sviluppo, che stra trovando ampia applicazione soprattutto nell’e-commerce. Qualche esempio: Mona, app sviluppata da due dipendenti di Amazon prendendo un spunto da Siri, utilizza l’intelligenza artificiale per portare un’assistente allo shopping direttamente sul tuo telefono, imparando le preferenze dei consumatori in considerazione allo stile e al prezzo. Optoro, fornisce invece una diversa soluzione di logistica. In media viene restituito il 25 per cento dei prodotti comprati online, arrivando fino al 50 per cento nel settore del vestiario. Optoro, con il suo software, trova i prezzi di altri venditori che vendono online gli stessi (o simili) prodotti restituiti e fornisce ai negozi indicazioni utili per come recuperare la maggior parte del denaro. Con Optoro, inoltre, si possono vendere i prodotti restituiti direttamente ai consumatori attraverso i siti di merce discount, Blinq.com oppure tramite negozi online che Optoro gestisce su Amazon o Ebay.

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