cerca

Baby-sitter, vestiti all’arancia e test non invasivi. Le migliori app femminili di "Start Tel Aviv"

Lunedì 11 luglio si è tenuta al Talent Garden (TAG) di Calabiana di Milano Start Tel Aviv, contest internazionale promosso dal ministero degli Affari esteri israeliano e la municipalità di Tel Aviv. Il contest ogni anno punta a selezionare le migliori start up di 23 paesi del mondo e a riunirle in Israele.

14 Luglio 2016 alle 06:01

Baby-sitter, vestiti all’arancia e test non invasivi. Le migliori app femminili di "Start Tel Aviv"

Lunedì 11 luglio si è tenuta al Talent Garden (TAG) di Calabiana di Milano Start Tel Aviv, contest internazionale promosso dal ministero degli Affari esteri israeliano e la municipalità di Tel Aviv. Il contest ogni anno punta a selezionare le migliori start up di 23 paesi del mondo e a riunirle in Israele, in un bootcamp di 5 giorni (25-29 settembre 2016) ospitato a Tel Aviv, cuore dell’ecosistema israeliano dell’innovazione, in contemporanea con la Digital-Life-Design (DLD) Festival. L’edizione del 2016 è stata tutta in rosa: si è concentrata sull’imprenditoria femminile. Presenti tra i giudici l’ambasciatore d’Israele in Italia Naor Gilon, Google con Livia Bettini, dPixel con Lisa Di Sevo, Girls in tech con Anna Sargian, Barbara Carfagna della Rai, Wired con Federico Ferrazza, Marco Trombetti di PiCampus, Roberto Magnifico di LVenture Group, Chiara Di Guardo di ContaminationLab, Corriere Innovazione con Giuseppe Di Piazza. Le tre stratup finaliste sono state Le Cicogne, Orange Fiber e Yenectics. La vincitrice che andrà a Tel Aviv per cinque giorni è Yenectics.

 


Il Talent Garden (TAG) di Calabiana di Milano


 

Le Cicogne è stata fondata da Monica Arcibugni ed è frutto della sua esperienza decennale di baby-sitter. La creazione di un gruppo privato su Facebook per raccomandare baby-sitter affidabili è diventata ora un app che permette alle famiglie di trovare la tata ideale dal proprio smartphone. Arcibugni ha spiegato come, secondo il censimento dell’Istat del 2015, il mercato dei lavoratori domestici irregolari ammonti a circa 876 mila euro in Italia. Con Le Cicogne ora è presente in 84 città italiane vuole risolvere diversi problemi che si riscontrano comunemente in questo campo. Le baby-sitter attraverso l’app svolgono il check-in e il check-out venendo pagate esattamente per il tempo impiegato, con pagamento cashless attraverso l’app e i genitori ricevono la notifica di tutto tramite email in tempo reale. Entrambe le parti beneficiano di un’assicurazione fino a un milione di euro in caso di eventuali danni a cose e a persone. I prezzi de Le Cicogne ammontano, oltre ai costi per l’utilizzo dell’app, a due euro per ogni ora lavorata dalla baby-sitter, per coprire i servizi di assicurazione, transazione e assistenza telefonica 24 ore su 24 7 giorni su 7.

 



 

Orange Fiber, fondata da Enrica Arena, crea tessuti che vengono ricavati dalle bucce delle arance. Arena nella sua presentazione ha sottolineato come la moda sia il secondo settore con il peggiore impatto ambientale al mondo. I tessuti più diffusi in commercio sono formati per il 60 per cento da petrolio, il 32 per cento da cotone o lana e l’8 per cento da cellulosa. Tra cinque anni è prevista una crescita del 106 per cento della cellulosa come componente principale dei tessuti. Dato preoccupante per il notevole impatto ambientale dal momento che la cellulosa deriva dal legno. Creare un tessuto dalle bucce d’arance aiuta anche a limitare le tonnellate di sprechi in campo alimentare dato che metà dell’arancia rappresenta uno scarto. Il processo parte da uno stabilimento di spremitura in Sicilia, passa in Spagna per la lavorazione e torna a Como per la filatura. Il tessuto così creato è paragonabile alla seta o alla viscosa. I tessuti vengono ideati su richiesta, secondo le esigenze dei clienti. Si posizionano per ora su un mercato di lusso, con un prezzo intorno ai 40/50 euro al metro.

 



 

Yenectics, come dice la fondatrice Chiara Saba, è il primo test prenatale non invasivo con una sicurezza del 99 per cento per cento malattie genetiche rivolto alle mamme in attesa. Saba ha illustrato il problema di molte donne incinte che di solito svolgono un test per le malattie genetiche dalla nona settimana di gravidanza in poi, test standard però che riguarda solo le principali malattie. Se si vogliono approfondire le analisi sono necessari  test invasivi che possono causare nell’1 per cento dei casi all’aborto. L’innovazione di questo test è appunto il fatto di non essere invasivo: con un semplice prelievo del sangue si possono testare cento malattie genetiche e avere una sicurezza della validità del test del 99 per cento.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi