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Il Foglio sportivo

Kalle Rovanpera era un baby fenomeno, è diventato un campione

A 8 anni i suoi video alla guida di un'auto da rally spopolava su YouTube. A 22 anni è il più giovane iridato nella storia dei rally

Una dozzina di anni fa sul web c’era un bambino che viaggiava a mille all’ora su una vettura da rally. La metteva in controsterzo sulla neve, la portava al limite tra le piante innevate, a un certo punto scendeva pure a cambiare le gomme che erano quasi più alte di lui. Sembrava un foto montaggio. Invece era tutto vero. Papà Harri aveva attrezzato una vecchia Toyota da rally all’altezza del figlio che a 8 anni non poteva stare al volante, guardare la strada e manovrare i pedali. Si presero dei pazzi. Quel video su YouTube fece il botto, dando il via a una serie di evoluzioni di baby fenomeni tra moto, sci, sci d’acqua e qualsiasi tipo di sport. 

 

Kalle aveva cominciato a guidare moto e mini buggy a tre anni. A sei papà lo aveva messo al volante di un’auto vera. A 8 lo ha trasformato in un fenomeno su YouTube: “Papà è stato il mio primo maestro. Mi ha insegnato che l’auto aveva volante, acceleratore e frizione, e poi mi ha detto di andare avanti”. Il bimbo ci ha dato dentro. 

   

   

Dodici anni dopo però quel baby fenomeno è diventato il campione del mondo più giovane della storia dei rally a 22 anni e un giorno. Kalle Rovanperä è il Max Verstappen dei rally. Un campione costruito in provetta da papà Harri che come Jos, il padre di Max, era stato un pilota con l’aggiunta che Max aveva pure una mamma campionessa di kart, ancora più brava di papà. Kalle arriva dalla Finlandia, terra di rallisti che però non aveva più un campione del mondo dal 2002 quando vinse Marcus Gronholm. C’era stato il periodo degli Hakkiken e dei Raikkonen, altro tipo di gara, ma probabilmente lo stesso richiamo della velocità. Adesso è arrivato Kalle che domenica scorsa in Nuova Zelanda con la sua Toyota Yaris ha polverizzato il record di un mito dei rally, lo scozzese Colin McRae che era diventato campione a 27 anni nel 1995 prima di morire in un incidente in elicottero.

 

Kalle è il classico esempio del campione cresciuto in provetta da papà e un po’ anche da mamma Tina che ha detto: “È difficile imparare a concentrarsi. O ci sei nato o non lo sei. Kalle non lascia che le cose esterne lo infastidiscano e può ripristinare rapidamente gli eventi precedenti”. Lo hanno allevato come le sorelle Williams nel tennis, come Verstappen in Formula 1. Uno su mille ce la fa. Gli altri crescono pieni di problemi e arrivano a odiare prima lo sport e poi i genitori. Harri era stato un pilota professionista nei primi anni 2000, vincendo anche il Rally di Svezia nel 2001 con una Peugeot 206 WRC, conosceva la materia e ha messo il figlio in macchina appena ha potuto costruendogli una vita da professionista fin da bambino. Quando ha trovato l’ostacolo della legge finlandese che non permetteva a un minore di 18 anni di partecipare ai rally, lo ha portato a correre in Estonia. Kalle aveva 14 anni e papà gli mise accanto come copilota il suo vecchio navigatore nel mondiale WRC, Risto Pietiläinen. Il 18 ottobre 2015 Rovanperä ha vinto sia la categoria due ruote motrici che quella R2 del campionato lettone rally sprint con una Citroën C2 R2 Max. Da quel momento non ha praticamente più smesso di vincere tanto che la Finlandia ha dovuto cambiare le regole dello sport permettendogli di gareggiare sulle strade di casa a 17 anni. Ma essere il più veloce del mondo sulla neve e uno dei più veloci sulla terra non bastava. Per essere un pilota completo doveva imparare a correre sull’asfalto. Così nel 2017 Rovanperä ha partecipato ai campionati nazionali di tre paesi: Lettonia, Italia e Finlandia. In Lettonia e Finlandia guidava una Škoda Fabia R5 della squadra di Toni Gardemeister e in Italia una Peugeot 208 T16 del team Peugeot Sport per imparare a guidare sull’asfalto accanto a fenomeni come il nostro Andreucci. “Se avessi potuto scommettere dei soldi su Kalle iridato lo avrei fatto subito dopo averlo conosciuto in quella stagione”, ha raccontato ad Autosprint Anna Andreussi, la navigatrice di Andreucci nel campionato italiano. Durante la sua avventura italiana non aveva ancora la patente e non poteva guidare durante i trasferimenti e le ricognizioni, ma solo in gara. Così papà gli faceva da autista durante la ricognizione e il navigatore prendeva il volante durante i trasferimenti. Kalle detiene almeno sette record di precocità. Nel motorsport solo Marc Marquez è diventato campione del mondo prima (a 20 anni). In Finlandia è un eroe nazionale e comunque ha già dovuto farsi i suoi dieci giorni di servizio militare obbligatorio.

 

Per la sua precocità, la sua calma e la sua maestria in condizioni difficili, ricorda un’altra leggenda finlandese, nata come lui a Jyväskylä, la rockstar del salto con gli sci Matti Nykanen, l’uomo che rendeva possibile l’impossibile, ma che poi è morto a solo 55 anni dopo aver avuto problemi di alcolismo. Ma Kalle ad ascoltare chi lo frequenta ha ben in mente che cosa vuole diventare. Essere diventato il più giovane campione del mondo dei rally è solo un punto di partenza. D’altra parte non sono in tanti quelli che da baby stelle di YouTube poi sono diventati campioni autentici senza perdersi per strada.
 

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