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Il Chattanooga FC inaugura un nuovo modo di fare calcio in America

Il club della National Premier Soccer League, quarta serie statunitense, ha raccolto oltre mezzo milione di dollari e prova a innovare uno sport ancora legato alle categorie senza promozioni e retrocessioni

24 Marzo 2019 alle 06:08

Chattanooga è una città del Tennessee, con meno di 200.000 abitanti, molto conosciuta grazie alla cultura popolare, comparendo in film, serie televisive, libri, canzoni e ora grazie anche alla squadra di calcio, il Chattanooga FC. La società è stata fondata nel 2009 e gioca nella National Premier Soccer League, la quarta serie statunitense. Recentemente ha lanciato una raccolta fondi con azioni da 125 dollari: ne ha raccolti oltre mezzo milione. Gli azionisti sono oltre 2.000, tra cui Stefan Szymanski, autore di vari libri come Soccernomics e professore di gestione dello sport all’università del Michigan. I fondi provengono da 44 stati dell’unione e 10 Paesi stranieri. Un successo che Tim Kelly, presidente del club, ha salutato così: “C’erano molte congetture sul nostro progetto. A conti fatti siamo molto contenti perché abbiamo lanciato un nuovo modo di fare sport negli Stati Uniti”. Il sistema sportivo americano si fonda sulle franchigie – compagnia privata il cui scopo principale non è assicurarsi un risultato sportivo ma produrre profitti –, non sempre legate al territorio nel quale operano, eccetto i Green Bay Packers nella Nfl: unica squadra sportiva con centinaia di migliaia di proprietari in tutto il mondo.

 

Il Chattanooga FC gioca al Finley Stadium, sede della squadra di calcio dell’università del Tennessee, e ha una media spettatori di 3.500 a partita, numeri che ne fanno uno dei migliori club di tutta l’Npsl. Mentre in Europa si è creata una dicotomia tra i club ultra ricchi e quelli che invece rivendicano il legame con la comunità territoriale, vedendo aumentare le proprietà in mano a trust di tifosi, in America si sperimenta una via di mezzo. La governance di un piccolo club che cerca risorse finanziare per crescere ed espandersi senza perdere le proprie radici, anzi rafforzandole. L’obiettivo economico della raccolta fondi è un milione e 70.000 dollari, quello sportivo, a breve termine, è giocare amichevoli con squadre professionistiche, fare accordi con partner internazionali e aumentare le strutture dove si possano praticare calcio e calcio a 5 in città. Pure i Chattahooligans, la firm dei tifosi locali, si è detta d’accordo con questa operazione, consci che in tutto il mondo iniziative simili piacciono molto alle persone e hanno successo. Tutti consapevoli che crescere significherà poi cercare di soddisfare le aspettative di un pubblico sempre maggiore, sia economiche che, soprattutto, sportive.

 

Kyle Martino, ex giocatore dei Columbus Crew e dei Los Angeles Galaxy, nonché della Nazionale a stelle e strisce, il quale ha tentato infruttuosamente la scalata alla presidenza della US Soccer Federation, ha appoggiato l’iniziativa e come Stefan Szymanski ha comprato delle azioni: “In questo modo si costruisce un’alleanza tra appassionati di soccer che desiderano un sistema competitivo, certo, ma aperto alla partecipazione pubblica e io credo che queste sinergie facciano bene al calcio statunitense”, ha detto Martino.

 

Tutto questo, però, si scontra con il sistema chiuso delle franchigie che tanto bene ha funzionato e funziona per Mlb (baseball), Nba (pallacanestro), Nhl (hockey) e Nfl (football americano), i quattro sport americani per eccellenza, meno per il soccer. Tanto che si è creata una fronda per portare nel movimento la logica delle promozioni e delle retrocessioni da una categoria all’altra, rigettata dalla Mls e presa in seria considerazione da Nasl (la quale rischia di scomparire e ha un contenzioso legale aperto con la federazione), Usl e Npsl; in una mentalità e in una cultura sportiva che fa fatica a staccarsi dall’idea dei playoff, quelli che alcuni vorrebbero nei campionati europei meno vivaci.

 

Nel frattempo, il primo agosto scorso, è stato fondato il Chattanooga Red Wolves Soccer Club che si è iscritto alla Usl League One, la terza divisione del soccer americano, ingaggiando come tecnico Timothy Milledge Hankinson, con una grande esperienza nelle squadre universitarie. Evidentemente, il proprietario Robert Martino ha capito che il calcio può essere un buon investimento, soprattutto in una città industriale come Chattanooga. In rosa ci sono giocatori giamaicani, inglesi, albanesi, spagnoli, argentini, brasiliani, libici, ghanesi e irlandesi, più di metà del roster. Indizi di una filosofia diversa da quella sposata dal Chattanooga FC. E chissà se questa nuova squadra farà ombra alla vecchia e alle sue iniziative. L’impressione è che se i Red Wolves dovessero crescere potrebbero decidere di emigrare per interessi economici, mentre l’FC resterà sempre il club della città, qualunque cosa accada. Anche per questo sarà interessante seguire il prosieguo della raccolta fondi e capire se negli Stati Uniti c’è calcio, anzi soccer, oltre le franchigie.

Francesco Caremani

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