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La rovesciata di Simy, il centravanti dai mille nomi

A vederlo così dinoccolato e goffo, non gli daresti due euro. Eppure l'attaccante nigeriano è capace di muoversi bene senza palla, sa andare via in velocità come dialogare nello stretto. E segna gol decisivi

19 Aprile 2018 alle 09:11

Quando certe situazioni (negative) si ripetono con frequenza, è meglio cominciare a preoccuparsi. Chiedere alla Juventus, per esempio. La rovesciata di Simy non è stata fisicamente straripante come quella di Cristiano Ronaldo, ma ha fatto egualmente male. Con la differenza che il nigeriano non è CR7, con la differenza che il Crotone non è il Real Madrid, con la differenza che la Serie A non è la Champions League. E se quella deviazione volante concessa allo Stadium aveva contribuito alla faticosa qualificazione degli spagnoli in semifinale, quella vista nel turno infrasettimanale ha ridato fiato alle speranze del Napoli in chiave di uno scudetto che, a un certo punto, sembrava ormai perduto per l'accavallarsi dei risultati. Invece il pareggio in Calabria rimette parzialmente tutto in gioco, in vista dell'appuntamento di domenica sera allo Stadium, quando la Juventus ospiterà i campani per una partita che dirà una parola definitiva sul nostro campionato, in ogni senso.

 

Una parola in cui ha avuto inaspettatamente voce questo lungagnone nigeriano di cui non si è mai capito nemmeno bene quale fosse il nome. Quando sbarca in Italia due anni fa dal Gil Vicente inizialmente lo chiamano tutti Simmy. A volte, poi, qualcuno scriveva Nwankwo, adesso ci si è messi d'accordo su Simy. Di mestiere fa il centravanti, con un fisico che si distribuisce su quasi due metri di altezza. Ma di un'altezza non armonica, che inganna. Perché a vederlo così dinoccolato e goffo, non gli daresti due euro. Invece Simy è capace di muoversi bene senza palla, sa andare via in velocità come dialogare nello stretto, è abile con i piedi mentre il colpo di testa è un optional, nonostante i centimetri. In più, ogni tanto, ti regala delle perle insolite come la rovesciata di mercoledì sera. Un gesto in cui non ha creduto neppure la difesa della Juventus, vista la lentezza con cui Rugani e Benatia sono andati a chiudere, concedendo all'attaccante tutto il tempo possibile per trovare la coordinazione giusta.

 

Quanto arriva a Crotone nel 2016, pochi sono convinti che Simy possa dare una mano a una squadra neopromossa. Lo pagano un milione, lui si presenta con un biglietto da visita di 20 gol, ma sono 20 gol realizzati nella serie B portoghese, un campionato sicuramente non performante. Vede più panchina che maglie da titolare e i tifosi urlano “Ari Ari” quando entra in campo, in ricordo dell'Aristoteles attaccante della Longobarda allenata da Oronzo Canà-Lino Banfi. Una presa in giro cui Simy risponde con un impegno quasi commovente, sapendo di giocarsi una possibilità vera in un torneo tra i più importanti in Europa. Segna solo tre gol, eppure due sono decisivi. E tre gol segna quest'anno, migliorandosi però, perché diventano tutti decisivi: per il pareggio in casa della Spal, per la vittoria sul Bologna e per l'1-1 con la Juventus. Un colpo low-cost per il Crotone visto che, suddivisi per l'ingaggio del nigeriano, queste reti sono costate appena 60.000 euro l'una. A gennaio stavano per cederlo, Simy ha chiesto di restare. Ed è stato un affare, per tutti.

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