Brutti, vecchi e cattivi. Pronti per l’Europeo?

La competizione sportiva più blindata della storia e una delle squadre azzurre più scarse di sempre. Ci divertiremo col coltello fra i denti.

6 Giugno 2016 alle 09:57

Brutti, vecchi e cattivi. Pronti per l’Europeo?

Un allenamento della nazionale italiana in vista di Euro 2016 (foto LaPresse)

«Perdere? Come morire. Quello che conta, a casa mia, sono le vittorie. Chi vince scrive e fa la storia, gli altri possono solo fare chiacchiere» (Antonio Conte, commissario tecnico della nazionale italiana).

Alessandro Bocci e Paolo Tomaselli, Corriere della Sera 08/11/2014;

 

La 15esima edizione dei campionati di calcio europei si aprirà venerdì sera allo Stade de France di Saint-Denis, periferia di Parigi, quando scenderanno in campo Francia e Romania, e si chiuderà con la finale di domenica 10 luglio, sempre allo Stade de France.

SportWeek 4/6;

 

Sono i primi europei a 24 squadre – in precedenza erano a 16. Vedremo quindi 51 partite. Secondo le stime Uefa, gli spettatori negli stadi saranno 2,5 milioni, di cui un milione e mezzo stranieri, quasi il doppio rispetto all’edizione del 2012 in Polonia e Ucraina.

Alessandro Bianchi, l’Espresso 27/5;

 


La nazionale italiana a Euro 2016


 

Centocinquanta milioni: il numero medio di spettatori al mondo per ognuna delle 51 partite.

SportWeek 4/6;

 

Le città ospitanti saranno nove, dieci se si conta anche Saint-Denis, comune della periferia di Parigi dove si trova lo Stade de France: Bordeaux, Lens, Lilla, Lione, Marsiglia, Nizza, Parigi, Saint-Denis, Saint-Etienne e Tolosa.

Alessandro Bianchi, l’Espresso 27/5;

 

Il pallone sarà fornito dall’Adidas e si chiama Beau Jeu (bel gioco).

SportWeek 4/6;

 

Gli ultimi Europei sono stati vinti vinti dalla Spagna, che aveva conquistato il trofeo anche quattro anni prima. L’Italia ha vinto solo nel 1968 ed è stata sconfitta due volte in finale, nel 2000 per 2 a 1 dalla Francia e quattro anni fa per 4 a 0 dalla Spagna.

Andrea Schianchi, La Gazzetta dello Sport 2/6;

 

L’Italia è nel gruppo E con l’Irlanda, la Svezia di Zlatan Ibrahimovic e il Belgio. Proprio quest’ultima, allenata da Marc Wilmots, è considerata tra le favorite del torneo: ha un gruppo giovane e di talento – da Nainggolan ad Hazard, da De Bruyne a Lukaku – e ha impressionato nella fase di qualificazione. Il Belgio sarà la prima avversaria dell’Italia, lunedì il 13 giugno.

fa.sal., SportWeek 4/6;

 

Sulla carta, questa nazionale italiana è una delle più scarse dal Dopoguerra a oggi. Costretto dagli infortuni a fare a meno di Verratti, Marchisio e Montolivo, Conte ha preferito a centrocampo Sturaro a Jorginho, ha escluso a sorpresa Bonaventura – reduce da un infortunio ma protagonista di un ottimo campionato – e, in attacco, ha scartato Pavoletti, – che con la maglia del Genoa aveva registrato una media gol notevole – per far spazio a Eder e Insigne.

Massimiliano Neirozzi, La Stampa 1/6;

 

«Brutti, sporchi, cattivi e un po’ vecchi. Perfetti per farsi largo all’Europeo, perché è difficile che nel calcio vincano i belli, i buoni e i giovanissimi. Questo gruppo di 23 è “vecchio” in senso anagrafico, si fa per dire, perché condivide con la Slovacchia il quarto posto nella classifica dell’età media tra le 24 partecipanti a Francia 2016: 28 anni e 10 mesi» (Sebastiano Vernazza).

Sebastiano Vernazza, La Gazzetta dello Sport 4/6;

 

Quella attuale è la seconda Italia più vecchia che abbia mai partecipato alla fase finale di un Europeo, battuta solo dalla Nazionale del 2008, c.t. Donadoni, con 29 anni e 3 mesi. Gli azzurri campioni del mondo nel 2006 avevano un’età media di 28 anni e sette mesi.

Sebastiano Vernazza, La Gazzetta dello Sport 4/6;

 

Nel 2000 Lothar Matthäus aveva 39 anni e 91 giorni e giocò la sua ultima partita di un Europeo contro il Portogallo. Da allora Matthäus è il giocatore più anziano ad aver disputato la fase finale del torneo ma a giugno potrebbe essere superato dal portiere ungherese Gabor Kiraly, che ha compiuto 40 anni il primo di aprile. Il più giovane invece è l’olandese Jetro Willems, che aveva 18 anni e 71 giorni quando giocò contro la Danimarca nel 2012.

il Post 3/6;

 

«In Francia voglio una macchina da guerra. Gente feroce che combatte, senza pause, che corre anche quando la gara è finita. Voglio che gli avversari provino fastidio solo all’idea di doverci affrontare» (Antonio Conte).

Sebastiano Vernazza, La Gazzetta dello Sport 25/5;

 

Un’Italia con l’elmetto, hanno scritto in molti. Alessandro Bocci: «Senza talento, Conte punta a trovare “la Squadra”, che dovrà essere duttile, solida, capace di trasformarsi anche all’interno della stessa partita, abile a leggere le varie situazioni tattiche e a capirle prima degli altri. L’arte di arrangiarsi, elevata alla massima potenza. Capacità di sacrificarsi in più ruoli. Quasi tutti ne sanno fare almeno due, qualcuno addirittura tre, come Darmian, Florenzi e Giaccherini. La dieci, maglia simbolo nella storia del calcio, anziché sulle spalle acerbe di Insigne o Bernardeschi, finisce su quelle più solide di Thiago Motta».

Alessandro Bocci, Corriere della Sera 1/6;

 

Massimiliano Neirozzi: «Si parte, e si partirà, dal 3-5-2 fondato sul triumvirato bianconero, Barzagli, Bonucci, Chiellini, soprattutto contro il Belgio, nemico più forte e tecnico. Ma poi, con Svezia e Irlanda, gli azzurri potrebbero virare al 3-4-3, sostanzialmente per una ragione: abbiamo pochissimi gol nei piedi. E un po’ di qualità sui residenti delle zone laterali: da Insigne a El Shaarawy, da Candreva a Bernardeschi».

Massimiliano Neirozzi, La Stampa 1/6;

 

Mario Sconcerti: «Sarà una squadra da imprese eroiche perché non abbastanza alta per quelle tecniche. Ci aspetta un piccolo martirio in un torneo che può essere vinto anche senza vincere una partita. E questa è una cosa che sappiamo fare».

Mario Sconcerti, Corriere della Sera 30/5;

 

Per i bookmakers la favorita è la Francia, seguita dalla Germania (entrambe quotate intorno ai 4,20). Più distanti seconde le quote Germania, Spagna e Inghilterra. La vittoria finale dell’Italia è data 1 a 15.

Corriere della Sera 1/6;

 

Germania, Spagna, Belgio e Francia sembrano più pronte degli azzurri e con maggiore qualità, soprattutto a centrocampo e in attacco. Fabio Barcellona: «Ma dietro queste quattro squadre c’è un ampio spazio che il livello dei calciatori italiani e l’organizzazione tattica possono occupare. E con un po’ di fortuna, non è detto che la differenza di valori nei novanta minuti non possa venire azzerata del tutto».

L’Ultimo Uomo, La guida ufficiosa: Europei 2016, Baldini&Castoldi;

 

La Francia ha un girone di qualificazione abbordabile, una stella assoluta come Paul Pogba e Antoine Griezmann in attacco reduce da una straordinaria stagione con l’Atletico Madrid (mentre Karim Benzema è restato a casa per ragioni extrasportive). Giocando in casa, è condannata a vincere.

SportWeek 4/6;

 

L’Inghilterra di Roy Hodgson invece può puntare su un notevole poker d’attacco composto da Sterlong, Vardy, Rooney e Kane (capocannoniere della Premier con 25 reti). Il problema è la difesa.

SportWeek 4/6;

 

La Germania, campione del mondo in carica, ha tutto per vincere, con un gran centrocampo Kroos-Khedira, Ozil e Müller a dare qualità e un ritrovato Mario Gomez in attacco. Mancherà però l’esperienza di Lahm, Mertesacker e Klose.

SportWeek 4/6;

 

La Spagna, reduce dalla delusione degli ultimi Mondiali, si presenta senza Diego Costa e punta forte su Alvaro Morata. In mezzo il solito tiqui-taca, con Iniesta, Fabregas, Silva e Koke. Sarà l’ultimo torneo in nazionale per Vicente Del Bosque, che ha deciso di andare in pensione.

Filippo Maria Ricci, SportWeek 6/4; 

 

Una delle grandi incognite di questa spedizione europea «è la capacità di tenere un gruppo per quaranta giorni. Conte non lo ha mai fatto. I lunghi ritiri spesso dividono, creano insofferenza reciproca, anche grandi amicizie improvvise, ma molto dipende dalla tensione che gira nell’aria. Conte è uno teso di mestiere, bravissimo, competente e vagamente fissato sull’ordine e le motivazioni. È un cerino che brucia da due parti, forse non l’ideale per distendere. In compenso, tecnicamente non c’è uno migliore di lui. Ci sono semmai squadre più forti della nostra, ma questo è un argomento ancora acerbo» (Sconcerti).

Mario Sconcerti, Corriere della Sera 30/5;

 

Sarà un torneo ultra blindato e sorvegliato, per timore di attacchi terroristici. Alessandro Bianchi: «I motivi di allarme non mancano. Parigi l’anno scorso ha subito il duplice attacco di gennaio e novembre (Charlie Hebdo e Bataclan per riassumere) che ha lasciato ferite ancora aperte e un generale senso di insicurezza. Lo Stato islamico ha promesso attacchi in Europa per giugno e il pensiero di tutti è ovviamente andato alla competizione calcistica, vetrina ideale per la risonanza degli attentati».

Alessandro Bianchi, l’Espresso 27/5;

 

Il Parlamento francese ha prolungato per la terza volta lo stato d’emergenza fino al 26 luglio per garantire la sicurezza dell’Europeo, ma anche del Tour de France di ciclismo, che si correrà dal 2 al 24 luglio.

Anais Ginori, la Repubblica 26/5;

 

Agli agenti e ai gendarmi dislocati su tutto il territorio, in particolare in aeroporti e stazioni, si aggiungeranno circa diecimila militari. Negli stadi e nei luoghi di ritiro delle ventiquattro nazionali l’Uefa dislocherà altri diecimila uomini della sicurezza, il 7 per cento di personale in più di quanto inizialmente previsto: i numeri sono stati rivisti dopo il 13 novembre. Il budget stanziato dall’Uefa è di 34 milioni di euro. Ogni impianto avrà un doppio perimetro di controllo. E per la prima volta in occasione di una manifestazione sportiva si ricorrerà ai droni per intercettare apparecchi che eventualmente dovessero violare la no-fly zone sopra gli stadi e i campi di allenamento.

Alessandro Bianchi, l’Espresso 27/5;

 

A proteggere la nazionale azzurra nel ritiro di Montpellier e durante tutto il torneo saranno le teste di cuoio del Gign, gli stessi che hanno dato l’assalto alla tipografia dove si erano rifugiati i fratelli Kouachi, per capirci.

Anais Ginori, la Repubblica 26/5;

 

 

a cura di Luca D’Ammando

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