La moviola in campo è una boiata pazzesca

Ci si mette a discutere mezz’ora davanti al tablet se il peso specifico del giuocatore buttato a terra giustifica l’assegnazione di un rigore? E se non si è d'accordo, si tira una monetina? Dopo il "cartellino verde per il fair play", aspettiamo con orrore la prossima novità . Beato il tempo in cui le partite si giuocavano senza arbitro.
La moviola in campo è una boiata pazzesca

Dopo gli arbitri di porta in calzamaglia, ecco l'ultima genialata. Il calcio sarà snaturato (LaPresse)

Se questo è il pallone del futuro, quello dello slogan aggiacchiante “ridare il calcio alla Fifa e la Fifa al calcio”, è meglio darsi al curling. Non è questione di fare gli snobisti, ma di difendere l’essenza di questo sport. Certo, essenza che non è quella di Byron Moreno né dei soliti favoritismi alle squadre con le righe, di sudditanza psciologica eccetera. E’ stato deciso che è “svolta storica”, almeno così dicono gli esperti della Gazzetta e tutti quelli che non hanno mai messo in bocca un fischietto e sono convinti che basti un tablet da cinquanta euro a bordo campo per risolvere i mali del calcio. Sia chiaro: non si è nostalgici degli arbitri degli anni Trenta-Cinquanta, con le enormi giacche nere, il foularino bianco e quella corsa da ginnasta ottocentesco che oggi farebbe ridere anche i polli.  Passi per la goal line technology chiamata a stabilire se il pallone supera o no la riga di porta, passi pure stabilire se il pallone è uscito sull’azione del gol (la Spagna, a causa di un “errore” – commesso da un guardalinee di Trinidad & Tobago – di questo tipo, è uscita dal mondiale 2002 contro la Corea). Va bene anche l’uso dell’iPad per sanare gli errori dovuti a scambio di identità. Ma il resto è inconcepibile, tanto che neanche Collina – uno che trasformerebbe il calcio in una roba da PlayStation – è riuscito a difendere più di tampo. Un esempio? La moviola usata per decidere se il fallo che ha portato all’assegnazione del calcio di rigore era veramente fallo. Domanda: e chi lo decide? Aldo Biscardi ha campato trenta e passa anni con intere trasmissioni costruite su infinite discussioni – con insulti e gran cabaret a corredo – circa l’entità del fallo vero o presunto.

 

Oggi basta guardare una partita su Sky per udire la voce del commentatore tecnico di turno dire “il contatto c’è, bisogna valutare l’entità”. E lo dice non in presa diretta, che è quella che conta per l’arbitro-essere-umano, bensì al secondo o terzo o quarto replay preso dalla telecamera piazzata non si sa dove. E il risultato di quest’autopsia collettiva è che di solito non arriva alcun verdetto, semplicemente perché “l’entità” del fallo è cosa del tutto soggettiva. Per gli obesi arbitri inglesi, quelli che corrono sui talloni e per questo non riescono a vedere i falli e non fischiano (“lasciano correre”, dicono elegantemente i cultori del calcio nordico), la soglia di tolleranza è molto alta. In Italia si fischia di tutto, anche se meno di un tempo. Quindi che si fa? Ci si mette a discutere mezz’ora davanti al tablet se il peso specifico del giuocatore buttato a terra giustifica l’assegnazione di un rigore? E se il quarto uomo non è d’accordo, tiriamo la monetina come in un caucus dell’Iowa per stabilire chi vince tra Hillary e il buon Bernie Sanders? Per me è rigore. Per me no. Risultato: il caos. E non voglio neanche mettermi a pensare cosa accadrà quando il dubbio sarà tra un fallo vero e una simulazione. Già adesso dicono “beh, è stato toccato, anche se forse è stato appena toccato , quindi è caduto ma forse forse si è lasciato andare”.In pratica, nei dibattiti della domenica e del lunedì sera avremo la moviola della moviola, con letture di labiali e accerchiamenti di sestetti arbitrali tra le panchine, con magari lancio di bottigliette dai sempre gentili spettatori italiani.

 

[**Video_box_2**]Insomma, non si può fare. E mi vengono personalmente i brividi al solo pensiero che in futuro la moviola la si farà con Google Glass, come ha anticipato Collina. Già ci hanno appioppato gli omini in calzamaglia piegati a novanta a lato della porta, che non servono a nulla e fanno solo danni, togliendo autorità e sicurezza all’arbitro centrale. Poi in Serie B hanno avuto la bella idea di inventarsi il “cartellino verde al fair play”, da sventolare in uno dei campionati più scorretti che esistano in Europa, dove botte ed espulsioni sono all’ordine del giorno. Adesso ci mancava il tablet.  Dopo il Mondiale a quaranta squadre, aspettiamo con orrore la prossima novità del nuovo corso Fifa. Beato il tempo in cui le partite si giuocavano senza arbitro.

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