Rossi partirà ultimo domenica a Valencia, respinto il ricorso al Tas di Losanna

I giudici svizzeri hanno considerato il Dottore colpevole di aver causato la caduta di Marquez, nonostante le cameracar facessero intendere il contrario. Ora resta la gara e 7 punti di margine. Attenti a Pedrosa.

5 Novembre 2015 alle 16:09

Rossi partirà ultimo domenica a Valencia, respinto il ricorso al Tas di Losanna

Foto LaPresse

Niente di fatto. Il Tas di Losanna ha confermato la sospensione di tre punti sulla patente di gara a Valentino Rossi. I giudici hanno dato ragione alla giuria di gara del Gran Premio di Malesia del 25 ottobre 2015 che aveva giudicato il pesarese colpevole di "aver deliberatamente allargato la traiettoria – si legge nel comunicato diffuso dai giudici svizzeri – per forzare Marc Marquez fuori strada, creando le condizioni di un contatto che ha causato la caduta e il ritiro e il ritiro" del pilota spagnolo.

 

A Valencia quindi il Dottore sarà costretto a partire dalla ultima posizione della griglia di partenza indipendentemente dal tempo che otterrà in qualifica. A niente quindi sono valse le immagini diffuse dalla Dorna dei cameracar delle due moto – la società spagnola di management sportivo che detiene i diritti commerciali del campionato mondiale di motociclismo – nelle quali si vede che Valentino allarga la traiettoria rallentando Marquez, ma come sia il giovane spagnolo a piegare sulla moto dell'italiano cercando il contatto.

 

E a nulla sono valse anche le immagini che dimostrano come Marquez, prima della caduta, si sia reso protagonista di una serie di scorrettezze – almeno dieci – ai danni di Valerossi. La colpa è dell'italiano, lui ha allargato la traiettoria, lui ha indotto il campione del mondo in carica a gettarsi addosso alla moto del pesarese, lui va punito.

 

 

 

Ora non rimane che domenica a Valentino Rossi per difendere quei sette punti che mantiene di vantaggio sul compagno di squadra Jorge Lorenzo.

 

[**Video_box_2**]Trenta giri, 120,2 chilometri su di un circuito tortuoso, da piega costante nonostante uno dei rettilinei più lunghi della stagione. Un tracciato che non piace ai piloti, pensato per gli spettatori e i telespettatori, un catino dove Vale non si è mai trovato a suo agio, ma dove è riuscito a vincere due volte (2003 e 2004), le stesse di Lorenzo (2010 e 2013). Un catino che però sembra fatto a misura di Dani Pedrosa, che sembra essersi ripreso da una serie infinita di sventure fisiche e che potrebbe mettersi in mezzo alla lotta per la vittoria. Se infatti Marquez ha dimostrato, soprattutto a Sepang, di correre più che per se in funzione anti Valentino Rossi, potrebbe essere l'eterna promessa spagnola a complicare la vita a Lorenzo, rubandogli quei punti necessari per scavalcare in classifica generale il Dottore. Ma starà soprattutto a Valerossi lasciarsi alle spalle delusioni e piagnucolii messe in mostra nelle ultime gare, abbandonare quel senso di accerchiamento che di solito faceva provare agli avversari. Starà a lui risalire dall'ultima casella in griglia per raggiungere i primi. Le rimonte sono possibili, basta andare di manetta, indipendentemente dai tribunali.

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