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Quello striscione la Vecchia guardia non l'avrebbe mai esposto

La premessa è che non smetterò di preferire l’ultimo degli ultras al primo fra i giornalisti.

6 Aprile 2015 alle 17:10

Quello striscione la Vecchia guardia non l'avrebbe mai esposto
La premessa è che non smetterò di preferire l’ultimo degli ultras al primo fra i giornalisti. Epperò quello striscione proprio no, quella scritta apparsa sabato scorso in curva sud contro la madre di Ciro, morto ammazzato per mano giallorossa, qualunque sia stata la meccanica di quella tragedia, è una roba demenziale e oscena; quello striscione la Vecchia guardia non l’avrebbe mai e poi mai esposto. Ma neppure concepito in qualche recesso malandrino. Ed è anche il segno che, se possibile, si sta galoppando a rotta de collo nella discesa dalla lealtà all’anarchia, dal realismo all’incoscienza, dal silenzio (orgoglioso, imbarazzato, furente, scaltro: fate voi) all’autodistruzione di un mondo che ebbe una sua piccola luce onorevole. Altro che lucro… auguro alla madre di Ciro di diventare ricca sfondata e di farci pure una serie tivù, su suo figlio, se ne avrà voglia. Sono affari suoi, privati e dolenti.

Alessandro Giuli

Alessandro Giuli nasce a Roma il 27 settembre del 1975. Maturità classica e studi filosofici, viene sradicato dall’Università nel 2000 per entrare alla redazione del Foglio rosa del lunedì e istruito nella scrittura giornalistica da Giorgio Dell’Arti. Nel 2004 entra al Foglio come redattore di politica interna. Nel 2007 pubblica con Einaudi “Il passo delle oche”, pamphlet sulla destra postfascista dedicato dall’autore ai propri nonni di Salò. Dal 2008 è vicedirettore del Foglio. Dal febbraio 2015 al gennaio 2017 è condirettore.

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