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Panico da cigno nero: dov’è il Parlamento? Novità sul Foglio

23 Luglio 2018 alle 22:19

Al direttore - Cioè se arriva il cigno nero non trova il Parlamento?

Giuseppe De Filippi

 

In fondo il Movimento 5 stelle è stato di parola. Aveva promesso di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e nell’attesa di eliminarlo si prepara ad aprire come una scatoletta qualcosa di più importante: la nostra democrazia.


     

Al direttore - Michele Emiliano, governatore pugliese del Pd, chiede aiuto al pentastellato cittadino viaggiatore Alessandro “Dibba” Di Battista per fermare Tap. Roberto Speranza (che spreco!) diventa coordinatore di Mdp e punta su Leu però dice che ci vuole un nuovo soggetto (già che siamo scarsi a complementi, predicati e rassemblemant vari). I palestinesi chiedono aiuto a Federica Mogherini per contestare il sacrosanto diritto degli israeliani di farsi le leggi. Tutto ciò premesso, mi spiega perché io non devo credere che i regali li porta Gesù Bambino a Natale e solo ai bambini buoni?

Valerio Gironi

 

Concentriamoci sulla prima parte che riguarda la Puglia. C’è un magistrato governatore, lo stesso che chiede un aiuto a Dibba, che vuole far saltare il piano sull’Ilva. C’è una procura, quella di Taranto, che da anni rischia di far saltare il piano sull’Ilva. C’è un ministro, Di Maio, che usa un magistrato, Cantone, per far saltare il piano sull’Ilva. A questo punto semplifichiamo le cose: diamo l’Ilva a Davigo e mandiamo direttamente sulle giostre il pil.


 

Al direttore - Luigi Di Maio (in arte Giggino De Rege) continua a collezionare sonore smentite. Si scaglia – con l’appoggio colpevole di Giovanni Tria – contro la “manina’’ che nottetempo infila una tabella apocrifa nel decreto (in)dignità; ben presto, però, si scopre – a prescindere dalla coraggiosa e puntuale requisitoria di Tito Boeri in audizione alla Camera – che quanto è riportato puntualmente nella tabella corrisponde a ciò che è previsto come copertura finanziaria nel comma 2 dell’articolo 14 del decreto stesso. E’ quindi semplice arguire che non ci sarebbe stata la necessità di stanziare risorse a copertura della nuova disciplina dei contratti a termine (e delle altre misure dissennate) se non ci fosse l’ipotesi di minori entrate fiscali e contributive come effetto della perdita di posti di lavoro. Poi, indossata la giacca di ministro dello Sviluppo, Giggino si presenta alla Camera per rilasciare una dichiarazione urgente sull’Ilva nella quale tira in ballo l’Anac, lasciando intendere che nella gara per l’acquisizione degli stabilimenti potrebbe esservi stato un “pasticcio” tanto da indurlo a promuovere un’indagine interna al ministero. Nel giro di poche ore Raffaele Cantone lo invita cortesemente a non strumentalizzare l’Agenzia per far saltare l’accordo, mettendo bene in chiaro i limiti e gli esiti dell’istruttoria compiuta. Tutto ciò succede sotto i nostri occhi. E nessuno chiede al ministro-ragazzino di dimettersi. Almeno ci sarà permesso di soprannominarlo “lo smentito di Pomigliano”?

Giuliano Cazzola


 

Al direttore - Caro Cerasa, ho letto che ad agosto il Foglio lancerà la sua edizione sportiva. E’ confermato, possiamo avere dettagli?

Marco Marini

  

Confermato. Si parte nella seconda metà di agosto, in coincidenza con l’inizio del campionato di calcio, ma non sarà l’unica novità. Ci sarà anche una piccola e importante rivoluzione tecnologica che offriremo ai nostri abbonati per leggere il quotidiano in modo più veloce: non sarà più necessario installare un’applicazione ma sarà sufficiente collegarsi alla nuova edicola digitale. Trovate tutto già oggi sul nostro sito insieme alle nostre offerte: abbonamenti per gli universitari e per le aziende, pacchetti per avere ogni giorno il Foglio sia in formato cartaceo sia in formato digitale e l’opzione Gold per entrare nel club del Foglio e avere un posto riservato alle nostre iniziative. E il 27 ottobre ci vediamo a Firenze: festa del Foglio, festa dell’ottimismo.

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