Cattivi scienziati

Test rapidi, costi bassi. Buone notizie per porre il virus sotto controllo

Enrico Bucci

Una nuova tecnologia dà i risultati di positività al Covid nel giro di appena due ore. Non solo si riduce l'attesa per chi effettua il tampone, ma si riducono anche le occasioni di infettare altre persone 

Immaginate di avere un test diagnostico per Sars-CoV-2 che funzioni nel modo seguente. Un operatore specializzato vi effettua il tampone come siamo ormai abituati a vedere. Subito dopo, inserisce la punta del “bastoncino” con cui ha effettuato il campionamento in una piccola scatoletta, diciamo non molto più grande di una scatola di mentine. Questa scatoletta a sua volta viene inserita in una scatola nera più grande, circa quanto una scatola da scarpe, del peso di circa 5 chilogrammi, che viene chiusa così che inizi il processo necessario ad analizzare il campione. Meno di due ore dopo, il vostro telefonino riceve il risultato del test.


Bene: questa non è più immaginazione, ma realtà. Si tratta infatti di una apparecchiatura per Pcr rapida e miniaturizzata, che utilizza la tecnologia detta in senso ampio “lab-on-a-chip”, sviluppata e provata su 386 campioni tra marzo e aprile ottenuti a Londra e Oxford. I risultati del test sono stati pubblicati su “Lancet Microbes”, e mostrano come nel 94 per cento dei casi siano risultati positivi al virus i soggetti che erano positivi alla Pcr tradizionale (67 contro 71), mentre per i soggetti negativi si è osservata una concordanza del 100 per cento.


Il test è stato condotto in cieco, vale a dire i risultati con l’apparecchiatura di nuova concezione sono stati disponibili prima delle conferme o smentite provenienti dai laboratori tradizionali; il che, seppure su un campione non ancora di dimensioni vastissime, conferma la buona specificità e sensibilità di questo tipo di test innovativo.


In compenso, i costi e i tempi sono risultati ridottissimi; e con tempi ridottissimi, adottando apparecchiature di questo tipo, non solo si riduce grandissimamente il disagio di chi deve attendere un risultato per giorni, ma soprattutto si riducono enormemente le occasioni di infettare altre persone da parte di soggetti positivi al virus in attesa della diagnosi molecolare.


Inoltre, poiché non è necessario un laboratorio centralizzato, questo tipo di test può essere eseguito direttamente presso le strutture interessate a controllare in modo massivo popolazioni ampie di soggetti potenzialmente infettivi, come le scuole o le fabbriche; e sebbene ancora non sia stato possibile eliminare il disagio di dovere effettuare un tampone, per lo meno è possibile eliminare l’incertezza e l’attesa del risultato.


Ecco: questi sono i tipi di innovazione di cui abbiamo bisogno per porre il virus sotto controllo. Nell’attesa che arrivino test ancora meno invasivi, di pari efficacia (come io credo diventeranno prima o poi i test salivari per la ricerca dell’antigene virale), possiamo intanto pensare di migliorare di molto la diagnostica, diminuendo di gran lunga il costo giornaliero di svariati milioni che oggi grava sullo stato per l’esecuzione dei test di Pcr “tradizionali”.

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